Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco la terza puntata…
B come Bottinatrice: ovvero l’attività esterna fatta dalle api operaie, dal ventunesimo giorno al finire della loro vita. È di sicuro il lavoro più importante svolto da questi insetti. Un lavoro che non si limita solo alla raccolta del nettare sui fiori, ma coinvolge anche quella del polline e dell’acqua per raffreddare l’interno dell’alveare nei giorni di calura estiva o sciogliere con essa il miele cristallizzato, e la propoli per sigillare l’interno dell’arnia e rinforzare i bordi delle celle.
Ma questa è una specializzazione che si impara man mano: le api escono facendo voli circolari sempre più ampi, così da mappare il territorio che circonda l’alveare per un raggio massimo di 3 chilometri, affiancandosi alle sorelle più anziane che le guideranno alle fonti nettarifere più appetibili. Si poseranno quindi sui fiori, attirate dai colori e profumi, per succhiare poi con la loro ligula il nettare (sostanza zuccherina molto liquida) e depositandolo all’interno del loro addome su un’apposita sacca, detta sacco melario; qui, all’interno, il nettare comincia il processo di trasformazione in miele in quanto viene addizionato di enzimi che trasformano le catene di zuccheri complessi in semplici.
Ma nel frattempo l’ape bottinatrice rientra all’alveare con il suo dolce carico, consumandone solo una piccola parte (come la benzina) e, all’interno del nido, lo consegnerà alle sorelle più giovani, incaricate di depositarlo nelle cellette di cera. Anche queste ultime aggiungeranno enzimi e, tramite l’azione di ventilazione interna e il calore presente, il nettare perderà parte della sua acqua e maturerà, diventando una soluzione sovrasatura di zuccheri. Ovvero, il loro miele speciale.
Si calcola che le bottinatrici dovranno compiere circa 100mila viaggi per raccogliere il nettare necessario e trasformarlo in un kg di miele, percorrendo circa 150mila km: quasi quattro volte il giro della Terra e visitando circa 3 milioni di fiori. Ma è l’unione che fa la forza della famiglia e rende ancora più straordinario l’esempio e il lavoro di questo infaticabile insetto.
Buona “api-cultura” a tutti. Alla prossima…
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico





