Il Veneto, dunque, ha scelto il nuovo presidente, Alberto Stefani. Ma nel Bellunese l’attenzione si concentra sui due nomi che porteranno la voce della provincia a Venezia: Dario Bond (Fratelli d’Italia) e Alessandro Del Bianco (Pd). Due schieramenti opposti, ma accomunati da un auspicio: lavorare insieme per il bene della montagna, troppo spesso percepita come periferia della Regione.
Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, saluta l’elezione dei due consiglieri con un invito alla collaborazione: «Non è mai facile mettersi in gioco, soprattutto in un periodo in cui politica e cittadini sembrano sempre più distanti. L’affluenza bassissima lo dimostra. Ora il Bellunese ha bisogno di fare squadra: mi auguro che i nostri rappresentanti, pur in maggioranza e opposizione, sappiano lavorare al massimo per il territorio».
Sulla stessa linea il movimento Bard – Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che esulta per il ritorno di Bond in consiglio regionale: «Sappiamo che potrà garantire attenzione alla montagna. Gli oltre settemila voti raccolti dimostrano la fiducia dei bellunesi». Anche il Bard punta il dito sul vero dato che salta all’occhio: la partecipazione al voto. Con appena il 35% di affluenza, Belluno è stata la provincia meno presente alle urne. «È il segno evidente della disaffezione verso una politica che dimentica le aree interne» rimarca il movimento, rilanciando la richiesta di ridare valore al voto e alla rappresentanza democratica.
Il Bellunese, dunque, si ritrova con due voci a Venezia e una sfida chiara: trasformare l’astensionismo e la distanza dai palazzi della politica in un’occasione di rilancio. Bond e Del Bianco, maggioranza e opposizione, sono chiamati a dimostrare che la montagna può contare davvero. Auguri.





