«L’auspicio è che prevalga il buon senso. La pista da bob a Cortina rappresenta un tassello importante per la piena riuscita delle Olimpiadi 2026. Ci sono ampie rassicurazioni di sostenibilità dell’opera. Non possiamo permetterci passi falsi e mostrarci divisi su un evento che può davvero costituire il rilancio di Cortina e dell’intera montagna bellunese».
A dichiararlo sono i presidenti delle categorie economiche della provincia: Lorraine Berton di Confindustria Belluno Dolomiti, Paolo Doglioni di Confcommercio-Ascom, Diego Donazzolo di Confagricoltura, Claudia Scarzanella di Confartigianato e Massimo Sposato di Appia-Cna.
«L’opera si trova nel dossier olimpico, è finanziata con fondi nazionali ad hoc ed è imprescindibile per lo svolgimento e la riuscita della manifestazione a Cortina, opera che comunque dovrà necessariamente essere valorizzata anche dopo i Giochi. Il dibattito negli anni è stato ampio e sempre votato alla massima trasparenza. A meno di quattro anni dai Giochi Olimpici dobbiamo navigare tutti nella stessa direzione. Infrastrutture viarie, telematiche e sportive sono la base di partenza».
Insomma, messaggio forte e chiaro. In controtendenza rispetto ai “no” ambientalisti e ai dubbi di buona parte dell’opinione pubblica extra-bellunese.
«La sostenibilità di tutte queste opere è da sempre la nostra priorità di imprese e associazioni di categoria. Le Olimpiadi non sono un fine ma un mezzo per tenere le persone in montagna e garantire strumenti alle imprese» sostengono le categorie economiche. «Anzi, questo è il momento – storico e politico – per chiedere che si acceleri sulle infrastrutture non solo quelle utili all’evento – come gli interventi sull’Alemagna – ma tutte quelle necessarie alla mobilità intervalliva, dallo Zoldano al Comelico».





