Un viaggio tra arte, natura e memoria contadina. Si è conclusa a Fonzaso, negli spazi del Dolomiti Hub, la prima edizione del Barch Art Festival, quattro giorni di camminate, suoni, incontri e installazioni che hanno unito il gesto artistico a quello agricolo, la comunità che ricorda a quella che crea.
Guidato dall’artista Ivan Tresoldi e realizzato in collaborazione con Arte Sella, il progetto ha trasformato i tradizionali barch – gli antichi fienili della campagna fonzasina – in una nuova forma di land art: 14 installazioni poetiche e visive che raccontano il paesaggio e la sua anima.
Il festival ha intrecciato linguaggi e sguardi: le mostre fén.omeni e con.fronti, curate da Gianfranco Bettega, Daniela Perco e Nicola Chiavarelli, hanno esplorato i legami tra architettura rurale, natura e lavoro. Tra gli ospiti più attesi, il poeta Franco Arminio e il giornalista Gian Antonio Stella, che hanno riflettuto su comunità, territorio e futuro delle aree interne.
La rassegna si è chiusa domenica con due uscite immersive sold out nella piana di Fonzaso, dove arte, alberi e muretti a secco si sono intrecciati in un racconto collettivo.
Un esordio che segna l’inizio di un percorso più ampio: quello di un territorio che, tra le Dolomiti Bellunesi, riscopre nei suoi barch un ponte vivo tra passato e contemporaneità.





