Visto il successo riscosso nella settimana di apertura, la personale di Giorgio Vazza intitolata “Cara acqua, acqua cara – Relazioni d’acqua” – voluta dall’associazione Borgo Piave ETC aps ed ospitata nel piano nobile di Palazzo Doglioni a Borgo Piave – verrà prorogata anche questo fine settimana (18 e 19 ottobre).
La mostra vede protagoniste le installazioni di Vazza legate al tema dell’acqua; un modo per legare la tragedia del Vajont, che Vazza ha vissuto in prima persona a 11 anni quando viveva a Muda Maè, e l’antico porto del capoluogo, evacuato e abbandonato per quasi vent’anni dopo l’alluvione del 1966.
La rassegna, inaugurata il 4 ottobre, è rimasta aperta nei due scorsi weekend, con un’apertura straordinaria il 9 e 10 ottobre, in occasione del sessantaduesimo anniversario della tragedia del Vajont. Nelle sole cinque giornate di apertura sono state più di 250 le persone che hanno visitato la mostra, accompagnate dall’artista.
Sei le opere che danno vita a “Cara acqua, acqua cara”: il tubo in metallo, modello per l’elica di DNA esposta al parco dell’Ospedale San Martino di Belluno (opera di tre artisti tra i quali Vazza) e ritorto come i binari della ferrovia di Longarone dopo la tragedia; i rotoli di disegni realizzati da Vazza in una sorta di flusso di coscienza, tra ricordi drammatici del Vajont e pensieri felici; “Portavalori. Dedicato a Guglielmo Cornaviera” (foto in copertina) che racchiude testi, documenti e testimonianze raccolte e custodite da Cornaviera, colui che sostenne le spese di stampa a Milano della prima edizione di “Sulla pelle viva” dell’amica Tina Merlin; “In-vasi”, clessidre d’acqua che ricordano la forma di un diga artificiale; “Viaggio”, una boccia d’acqua custodita all’interno di una doppia cassa da trasporto; infine, “Passaggi obbligati. Sui miei passi”, calchi dei passi dell’artista che portano alla foto della famiglia Vazza – nonno, genitori e fratelli – scattata da Bepi Zanfron la mattina dopo la tragedia mentre il gruppo attraversa la piana di fango, pietre e morti.
Una mostra toccante e d’impatto che anche per quest’ultimo weekend vedrà la presenza di Giorgio Vazza come guida, una figura importante per capire le opere ma – soprattutto – i sentimenti da cui sono nate. La mostra sarà visitabile sabato 18 e domenica 19 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.





