Il Comune di Longarone ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra che conferma le aliquote Imu e Irpef invariate rispetto al 2025, con un gettito stimato di 1,062 milioni per l’Imu e 590mila euro per l’Irpef. Per gli ISEE fino a 15mila euro resta l’esenzione Irpef.
«I conti sono in ordine e ci consentono di andare incontro alle esigenze dei cittadini in un momento storico particolare» spiega l’assessore al bilancio Francesco Croce. «Un bilancio prudente, perché garantisce la sicurezza dei conti, ma anche coraggioso, perché prevede interventi mirati». Tra questi, 35mila euro di ristori per le attività commerciali penalizzate dai lavori in centro, tra la riqualificazione di Piazza 9 Ottobre e la demolizione-ricostruzione dell’ex Palazzo Poste. «Nel 2026 i disagi finiranno – aggiunge Croce – e partirà il grande progetto di recupero dei centri storici, da Dogna, Provagna e Fortogna, per un valore di 1,5 milioni di euro, grazie ai Fondi Letta e risorse comunali».
Il bilancio tiene conto del contributo fusione, attivo ancora per tre anni. «Questo ci consente di spingere su investimenti per i servizi alla comunità» sottolinea il sindaco Roberto Padrin, che annuncia attenzione al sociale, alle famiglie e ai giovani, con iniziative dallo spazio giovani ai servizi dell’Azienda Speciale, per la quale è stato approvato il contratto di servizio.
Il 2026 sarà anche l’anno di avvio dei lavori per la nuova variante di Longarone. «Un’opera attesa da anni – evidenzia Padrin – che risolverà il problema della viabilità di scorrimento. Abbiamo ottenuto modifiche per ridurre l’impatto, grazie al comitato civico e alla disponibilità di Simico. Sarà uno dei lasciti delle Olimpiadi». L’avvio del cantiere coinciderà con la scadenza del contratto di gestione del palasport, su cui il Comune inizierà a lavorare nei primi mesi del 2026.
Il consiglio comunale ha approvato anche il piano di Protezione Civile, frutto di incontri con la cittadinanza. «Ora abbiamo un piano rinnovato e più funzionale alla sicurezza» spiega l’assessore Elena De Bona. Infine, via libera alla revisione delle società partecipate, con focus sulla fiera e il percorso avviato con Regione Veneto e Camera di Commercio per rilanciare il quartiere fieristico.





