Allarme Cgil per la riclassificazione delle strade: «La gestione Anas non funziona»

Allarme Cgil per la riclassificazione delle strade: «La gestione Anas non funziona»

Alcune strade provinciali e regionali passano ad Anas. Sarà così tra qualche settimana. Effetto della riclassificazione della rete viaria, disposta a novembre 2019 dal presidente del consiglio dei ministri. Ma quali saranno le ricadute sul territorio? Il quadro non è semplice. «Tutti abbiamo potuto vedere come lavora Anas. L’esempio è la Statale 51 di Alemagna» dice la Filt Cgil di Belluno. E tanto basta per far scattare l’allarme. Perché in effetti la situazione della strada che sale a Cortina è piuttosto eloquente. Come è significativo il cronoprogramma (se non lo si vuol chiamare modus operandi) di Anas: un piano di lavori e varianti presentato come risolutivo dei problemi di viabilità in vista dei Mondiali 2021 sarà forse pronto per le Olimpiadi 2026; intanto i Mondiali sono finiti e archiviati, ma le varianti sono solo sulla carta. 

Il NODO
Il problema non è di poco conto, ma parte da lontano. Cioè dall’azzeramento dei trasferimenti statali per le strade. Fino al 2012 la Provincia di Belluno riceveva dallo Stato 15 milioni l’anno per gestire (tramite Veneto Strade) la sua viabilità: circa 600 chilometri tra provinciali storiche ed ex Anas. Dal 2014 i trasferimenti sono a zero, mentre i chilometri restano e di conseguenza i 15 milioni vengono versati a Veneto Strade direttamente dalle casse provinciali (facendo economie da altri settori, scuole, frane…). Facile capire come negli anni il tentativo di abbassare i costi non sia mai venuto meno.

In questo scenario si inserisce la riclassificazione. Vale a dire la statalizzazione di alcuni tratti di strada. Un modo per far risparmiare Palazzo Piloni, ma il servizio sarà garantito? Domanda della Filt Cgil.

LE STRADE RESTITUITE

Cos’è che passerà all’Anas? «I gioielli di famiglia» dice la Filt Cgil. La Sp 251 della Val di Zoldo, ad esempio. I passi dolomitici. La Sp 1 della Sinistra Piave (con il traforo del Col Cavalier), e la 203 Agordina. Chilometri in meno sul groppone della Provincia, ma con tanti dubbi e punti interrogativi. «Quelle strade faranno la stessa fine della Alemagna?».

L’APPELLO

Da qui l’appello della Cgil. «Chiediamo un unico ente gestore – dice Alessandra Fontana, segretaria della Filt di Belluno -. Persa la proprietà, non si perda anche il controllo sulle strade, che in montagna sono una risorsa fondamentale per i residenti e le imprese. Anas entri in Veneto Strade, lasciando all’azienda regionale la manutenzione e il controllo. Chiediamo quindi alla Provincia di sottoscrivere patti precisi che garantiscano questo controllo. Se sulla 203 Agordina o sulla Sp 1 della Sinistra Piave succede quello che abbiamo visto sulla Alemagna, il territorio è morto».

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