Agricoltura veneta in affanno: Confagricoltura incontra l’assessore Bond

Agricoltura veneta in affanno: Confagricoltura incontra l’assessore Bond

Instabilità internazionale, aumento dei costi produttivi e crisi dei seminativi: l’agricoltura veneta è alle prese con difficoltà strutturali che rischiano di mettere a repentaglio il futuro di molte aziende. Questo il quadro emerso durante il recente incontro tra Confagricoltura Veneto e l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, chiamato a rispondere alle istanze del settore.

Costi alle stelle e margini azzerati

L’impennata dei prezzi di gasolio e concimi ha portato molte aziende a interrogarsi sulla convenienza di proseguire con le semine, in particolare del mais. Gli aiuti della PAC si rivelano sempre più insufficienti e la sospensione dell’attività dello zuccherificio di Pontelongo rappresenta un segnale concreto di una crisi che rischia di portare alla chiusura numerose imprese agricole. Confagricoltura Veneto invita a riconoscere lo stato di crisi, sollecitando la Regione e gli attori della filiera a un confronto urgente per individuare strategie e risposte concrete.
Secondo l’associazione di categoria non bastano più aiuti emergenziali: servono sistemi produttivi innovativi, filiere più eque e un confronto serrato con tutti gli attori del settore, dalle ditte dei mezzi tecnici agli enti di ricerca.

Emergenze fitosanitarie: la sfida della difesa delle colture

La carenza di principi attivi necessari alla protezione delle colture, aggravata dalle condizioni climatiche, colpisce trasversalmente tutti i comparti agricoli, dalla frutticoltura ai cereali. Confagricoltura Veneto riconosce l’impegno della Regione nell’istituzione del “Tavolo permanente per il contrasto alle avversità” e apprezza le risorse stanziate. Tuttavia, l’associazione chiede che gli sforzi vengano intensificati sia sul fronte operativo che finanziario, con monitoraggi continui, valutazione di principi attivi per emergenze e nuovi strumenti tecnologici come i droni.

Scarsità idrica: deficit cronico e anomalie termiche

Secondo l’ultimo Bollettino ANBI Veneto, il recupero pluviometrico è ostacolato da una grave anomalia termica. Da ottobre mancano all’appello oltre 100 mm d’acqua, con un deficit del 23% rispetto alla media storica. Febbraio 2026, il secondo più caldo mai registrato da Arpav (+2.8 °C sopra la norma), ha anticipato la fusione nivale, compromettendo le scorte idriche. La stagione irrigua dovrà ancora una volta affidarsi a piogge estemporanee e alla gestione dei consorzi. Confagricoltura Veneto chiede strategie mirate dalla Regione per garantire la disponibilità d’acqua necessaria all’agricoltura.

Latte: prezzi al minimo e aziende in difficoltà

Il mercato del latte è in crisi, penalizzato dall’eccesso di offerta proveniente da UE, USA e Nuova Zelanda, mentre la domanda ristagna. Il prezzo spot ha toccato il minimo di 20 centesimi al litro. La rete cooperativistica veneta, grazie alla trasformazione di prodotto e all’export, è riuscita a mantenere valore per molte stalle, ma sempre più aziende sono costrette a vendere sotto costo o subiscono la rescissione dei contratti. Confagricoltura chiede di concentrare le risorse disponibili sulla filiera cooperativa, per incrementare conferimenti e sostenere il settore.

Vitivinicoltura: tra incertezze e nuove strategie

Anche il settore vitivinicolo veneto, tra i più rilevanti per valore, attraversa una fase di incertezza dovuta ai cambiamenti delle abitudini di consumo e all’instabilità dei mercati internazionali. Confagricoltura sollecita una strategia nazionale che punti alla promozione, ma anche al contenimento delle superfici vitate.

L’impegno della Regione: parola all’assessore Bond

L’assessore Dario Bond, durante l’incontro, ha ribadito l’impegno della Regione per sostenere la bieticoltura e la cooperativa Coprob, unica industria di trasformazione a livello nazionale. Ha riconosciuto la portata della crisi dei seminativi e dei problemi fitosanitari, assicurando la creazione di un tavolo permanente di confronto con Veneto Agricoltura, Università e associazioni degli agricoltori, per trovare soluzioni e rilanciare la produzione. Particolare attenzione è stata riservata all’agricoltura di montagna e al rischio di abbandono dei pascoli, fenomeno che favorisce l’avanzata del bosco e l’abbandono dell’attività agricola.

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