«Valuterò con i miei legali una querela contro Dario Scopel, per le sue scorrette affermazioni». La siccità di quest’estate 2022 alza anche la temperatura dello scontro politico. E Giuseppe Vignato, ex amministratore unico di Bim Gsp, si difende con le unghie dalle accuse di aver lasciato in eredità degli acquedotti colabrodo.
A tirarlo in ballo, nei giorni scorsi, il sindaco di Seren del Grappa (nonché coordinatore provinciale di Forza Italia) Dario Scopel. Il quale, commentando i dati Istat che mettono Belluno sul podio delle città capoluogo più “sprecone” d’acqua, i cui acquedotti disperderebbero circa i 2/3 dell’acqua immessa. Scopel, nel lanciare l’allarme e chiedendo interventi corposi e immediati, non le ha mandate a dire: «La situazione attuale è l’effetto delle scelte passate – le sue parole -. La gestione Vignato ci consegna questa pesante realtà: tubazioni colabrodo e un triste primato nazionale per inefficienza della rete. E questo proprio in un momento in cui, con i fondamentali a posto, il bellunese avrebbe potuto giocare un ruolo strategico nel settore acqua potabile».
Il coordinatore di forza Italia ha poi rincarato la dose: «Confido molto nella capacità della nuova governance di GSP, che si è già mossa in questo senso, di aumentare in maniera significativa attenzione e investimenti sulla rete delle infrastrutture».
«Scopel ha evidentemente la memoria corta», è la risposta, pungente, di Giuseppe Vignato, «perché dimentica che lui – come gli altri sindaci – ha sempre approvato i bilanci preventivi e consuntivi che ho sottoposto all’assemblea soci della società che ho contribuito a salvare dal fallimento, dato che per la Corte dei Conti nel 2013 era iscritta all’albo delle società pubbliche fallende istituito presso il Ministero della Giustizia».
Vignato, nel ricordare che l’organismo deputato a prendere le decisioni su tariffe e investimenti è ilo Consiglio di bacino, formato dall’assemblea dei sindaci, puntualizza che «Bim Gsp è la società operativa che deve eseguire le decisioni del Consiglio di Bacino in termini di efficienza (produrre i servizi al minor costo possibile) ed efficacia ovvero di realizzare il massimo degli investimenti preventivati».
«Durante i miei sette anni da Amministratore Unico da maggio 2013 a giugno 2020 – prosegue il candidato sindaco (perdente) per il centrosinistra alle ultime elezioni comunali – ha realizzato 50 milioni di euro di investimenti di cui la metà in acquedotti, il resto in fognature e depuratori, con un’efficacia annuale superiore al 90% degli investimenti realizzati rispetto al budget, ed un’efficienza gestionale massima che ha comportato la riduzione dei debiti per 57 milioni di euro (dal massimo degli 89 milioni iniziali) di cui 20 verso Comuni».
Efficienza che, per Vignato, ora si starebbe in parte perdendo. «Dall’analisi dei bilanci della società degli ultimi due anni – commenta – risulta oggettiva una perdita di efficienza economica con l’aumento di molte spese operative, ed un’efficacia di realizzazione inferiore alle decine di milioni di investimenti che la società annuncia, prospettando ora un aumento del 25% delle tariffe dopo aver incassato 21 milioni di euro dalla vendita delle azioni Ascotrade ed altri 53 milioni che incasserà da Italgas per la cessione della rete metano».
Da qui la minaccia di querela. «Anche perché, conclude Vignato, «Nella mia ultima assemblea dei soci di Bim gsp, il 1° luglio 2020, ricevetti il pubblico ringraziamento per il mio lavoro da parte di tutti i sindaci. Pure di Scopel». Con tanto di applauso.





