L’estate – astronomica e meteorologica – va in archivio, Falco 2 si ferma all’hangar per la stagione autunnale e l’Ulss 1 Dolomiti ne approfitta per fare il bilancio degli ultimi tre mesi di soccorsi; un rendiconto che, se da un lato vede il calo degli accessi ai pronto soccorso (34.730, -2,1% rispetto al 2024), dall’altro fa registrare un aumento delle chiamate al SUEM, più di 15mila dal primo giugno (+ 3,9% in un anno, per una media di 134 chiamate al giorno).
Elisoccorso, un’estate in volo
Sono state 508 le missioni di elisoccorso in estate, + 0,6% rispetto al 2024: il mezzo più impegnato è stato Falco 1 (l’elicottero di base a Pieve di Cadore e operativo fino al tramonto) con 270 interventi, 189 quelli di Falco 2 (con base a Belluno e pronto all’intervento dalle 6.00 alle 18.00). 49 le missioni effettuate da elicotteri di altre province.
La media degli oltre tre mesi e mezzo presi in considerazione parla di cinque missioni al giorno, ma non sono mancati i picchi: 14 missioni l’11 agosto, 13 il 31 luglio e 11 il 18 luglio. Quella di Cortina è l’area che ha fatto registrare il numero più elevato di missioni di soccorso, superando abbondantemente quota 100, seguita da Cadore e Agordino (rispettivamente a circa 90 e 80 interventi). Le zone più “tranquille” sono state quelle del Comelico e dell’Alpago, mentre 31 sono stati gli interventi fuori dal territorio provinciale.
L’identikit della persona soccorsa
Dividendo in fasce d’età le persone soccorse, la “fetta” più popolosa è quella tra i 50 e i 64 anni (27,5%), seguiti a ruota dalla categoria 65-79 anni (21,7%). Quasi perfettamente bilanciata la suddivisione per provenienza: “vincono” di poco i residenti in provincia (28,4%), poi gli stranieri (26,6%, percentuale in crescita dopo un 2024 chiuso al 22%), mentre chiudono i veneti e gli italiani da fuori regione (rispettivamente 22,7% e 22,3%).
Le richieste di soccorso partono per la maggior parte a seguito di un trauma (54%), anche se non mancano le patologie mediche (36%); resta significativa l’incidenza degli illesi, 10% (73% dei quali stranieri). I traumi sono legati soprattutto all’attività di escursionismo (53%), anche se non mancano (11%) gli incidenti in bicicletta, fenomeno già segnalato dall’azienda in occasione del mini-bilancio ferragostano. Invariato, purtroppo, il numero di missioni con deceduti, anche quest’anno arrivato a 21.
I costi del soccorso
Tra l’attività di Falco 2, i servizi di medicina turistica, le ambulanze aggiuntive e altre prestazioni per l’estate 2025 l’Ulss 1 Dolomiti ha investito nel soccorso oltre 1,1 milioni di euro.
Ci sono spese, ma anche crediti: al 31 agosto, infatti, l’azienda sanitaria aveva già emesso per il solo 2025 (dal primo gennaio al 31 agosto) ben 143 fatture per un totale di poco inferiore ai 680mila euro. Si tratta di addebiti per spese di elisoccorso; il problema, come sempre, è – e sarà – quello di incassare queste cifre: nel 2024, sono rimaste insolute il 20% delle fatture emesse a cittadini italiani e il 43% a stranieri, percentuali che nei primi otto mesi di quest’anno sono cresciute arrivando tra gli italiani al 24% e sfondando abbondantemente “quota 50%” (arrivando al 56%) tra i residenti all’estero.





