Due nuovi consiglieri al Parco: nominati Elena De Bona e Sebastiano Slongo

Due nuovi consiglieri al Parco: nominati Elena De Bona e Sebastiano Slongo

Il ministro dell’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato nei giorni scorsi il decreto di nomina di due nuovi consiglieri del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. La nomina si è resa necessaria per sostituire il consigliere dimissionario Camillo De Pellegrin e il consigliere decaduto Giampiero Frescura.

I nuovi nominati sono il dottor Sebastiano Slongo e l’architetto Elena De Bona; entrambi siederanno in consiglio in rappresentanza della Comunità del Parco, l’organismo che riunisce tutti gli Enti locali che hanno una porzione di territorio all’interno dell’area protetta (Comuni, Unioni Montane, Provincia di Belluno e Regione del Veneto).

Elena De Bona è un architetto libero professionista, assessora a Longarone; mentre Sebastiano Slongo è un tecnico ortopedico, appassionato di montagna, iscritto al Cai da molti anni e consigliere comunale a Feltre.

«Mi congratulo con i nuovi consiglieri per la nomina ricevuta dal ministro, che consente di avere un consiglio direttivo a ranghi completi – ha commentato il presidente del Parco, Ennio Vigne –. Sono certo che con le loro competenze potranno contribuire attivamente alle attività dell’ente e auguro loro buon lavoro».

«È un onore per me entrare a far parte di questo consiglio in rappresentanza delle “terre alte” e avere quindi la possibilità di mettere a disposizione le mie competenze e conoscenze a servizio delle Comunità del Parco. La nomina arriva proprio in un momento importante per il Parco, perché grazie all’avvio dei lavori per la nuova caserma dei Carabinieri Forestali, prende di fatto casa a Longarone con una nuova Porta del Parco» le parole di Elena De Bona.

«È un onore rappresentare i territori del Feltrino all’interno dell’Ente Parco – le parole di Slongo -. Un Parco che deve essere sempre di più un esempio di sostenibilità e fonte di orgoglio e sviluppo per i nostri territori e le popolazioni che lo vivono, quindi non solo in ottica turistica ma anche in virtù dell’indispensabile presidio antropico che l’uomo fa per il mantenimento del territorio». 

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