Duecentomila oltre confine: c’è un’altra Belluno fuori dall’Italia

Duecentomila oltre confine: c’è un’altra Belluno fuori dall’Italia

La provincia di Belluno ha meno di 200mila abitanti, ma si stima che almeno altri 200mila siano i bellunesi nel mondo. Tanto da poter identificare “un’altra Belluno” fuori dall’Italia. Si tratta dei discendenti di famiglie emigrate negli ultimi due secoli. È uno dei dati emersi dal convegno “Mestieri, usi e costumi della tradizione veneta”, andato in scena nell’azienda Lattebusche di Cesiomaggiore su iniziativa di alcuni componenti del consiglio direttivo dell’Associazione “Radici Venete APS”.

L’obiettivo? Promuovere il territorio veneto nelle sue caratteristiche storiche, culturali con particolare riferimento alle attività economiche legate al turismo, all’enogastronomia e all’artigianato.

Durante il suo intervento “Radici Venete: i dati dell’emigrazione in Provincia di Belluno” il professor Riccardo Giumelli ha spiegato che sono 57.988 i bellunesi iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) ma, secondo le stime, rappresentano solo un terzo di coloro che potrebbero iscriversi all’Aire e che sono di origine bellunese. A questi andrebbero aggiunti quelli che non hanno cittadinanza italiana e che hanno origine bellunese. «Sicuramente – ha spiegato Giumelli – i bellunesi all’estero superano quelli residenti in provincia di Belluno. Sono tutti potenziali turisti delle radici. I bellunesi sanno di avere delle potenzialità turistiche e questo è importante in vista del 2024, “Anno delle radici italiane”, ma anche delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, perché chi ha origine in un determinato posto è nel 99,6% dei casi interessato a scoprire i luoghi delle radici. E tra i bellunesi nel mondo più della metà non è mai venuta in Italia (fonte Scoprirsi italiani. I viaggi delle radici in Italia)».

«Il 2024 – ha dichiarato Walter Brunello, presidente dell’Associazione “Radici Venete Aps” – sarà l’anno in cui andremo a costruire dei percorsi, con la regia del Ministero degli Affari Esteri, tesi a favorire il ritorno alle origini di questi potenziali viaggiatori».

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