Europa Verde sceglie il treno. Sbocco a nord sì, ma tramite ferrovia.
Torna a far parlare e discutere, il progetto di prolungamento autostradale. E inevitabilmente divide. Ad una parte i favorevoli, dall’altra i contrari. Ma c’è un dato ormai acquisito: tutti (o quasi) ritengono indispensabile lo sbocco a nord, vale a dire un collegamento diretto tra il Bellunese e l’Austria, senza passare dai vicini altoatesini o sconfinare fino a Tarvisio.
«Pur comprendendo le ragioni dei sostenitori del prolungamento autostradale quale strumento per far uscire la provincia di Belluno dall’isolamento in cui vive, Europa Verde continua a ritenere che la continuazione dell’A27 sia la risposta sbagliata a un problema reale. Crediamo, infatti, che replicare le vecchie e ben note politiche dell’asfalto e del cemento non farebbe altro che perpetrare gli errori già visti e che ci hanno portato alla situazione in cui siamo, fatta di inquinamento, consumo del territorio e fondata sulle economie instabili del mordi e fuggi che hanno già abbondantemente dimostrato i propri limiti» premette una nota di Max Fiabane, coordinatore di Europa Verde per Belluno. «Cosa diversa, e per certi versi opposta, è invece una
progettualità puntuale e dedicata che offra vivibilità ai nostri paesi, sicurezza per tutti e una mobilità più rapida negli spostamenti per chi nelle nostre vallate vive e lavora. Che anche il Veneto abbia la necessità di un proprio collegamento diretto oltre confine è nostra convinzione da sempre e, in tal senso, crediamo che la vera soluzione sia l’estensione della ferrovia da Calalzo verso l’Austria, con un’ipotesi di collegamento su treno che farebbe della nostra provincia la cerniera di una nuova direttrice nord/sud tra Venezia, Dolomiti ed Europa».





