Penultimo appuntamento con la nostra rubrica “apistica”, curata da Claudio Mioranza.
Il ronzio delle api è un suono inconfondibile che accompagna ogni momento del lavoro in apiario e che noi apicoltori siamo in grado di riconoscere con molta chiarezza in tutte le sue sfumature. Percepiamo, per esempio, se le api sono tranquille o nervose e agitate.
Dal volo frenetico e gioioso delle bottinatrici che rientrano cariche di nettare, al brusio sommesso emesso dalle api nei favi quando le visitiamo, al sordo e forte ronzio di un fuco che si stacca in volo dal favo o al delicato e curioso canto, fino al ronzio di una regina che richiama le proprie figlie regine nascenti o al suono moltiplicato per migliaia di api che accompagna il volo di uno sciame. Tutto ci circonda e vibra dentro di noi, se sappiamo “ascoltare”.
Le vibrazioni emesse, provengono dal battito velocissimo delle quattro ali che creano un suono ben distinto. La chiave di tutto è la particolare frequenza di risonanza di 432 Hz, che sembra favorire il rilassamento, l’armonia. E le vibrazioni sono conosciute come “Suono della natura“.
Come spiegano dalla Farmacia Tacconi, «ascoltare il dolce ronzio delle api è una specie di pet therapy, un sistema di interazione tra uomo e animale. Siamo immersi in questo grande mare di frequenze meccaniche che emana la natura intorno a noi, e il nostro corpo entra continuamente in risonanza con tali vibrazioni naturali: il cuore, per esempio, ma anche la frequenza di replicazione del Dna, la sincronizzazione dei due emisferi del cervello, il ritmo della respirazione… fino al ronzio della piccola ape. Noi oggi, con i frenetici ritmi a cui ci ha abitato la società moderna, abbiamo perso la capacità di ascoltare i suoni della natura che fino a qualche decennio fa erano liberi e non sovrastati dai rumori di origine prettamente antropica che troviamo nelle nostre caotiche città. Una volta invece questi suoni naturali erano considerati cadenze importanti della vita, che l’uomo ascoltava con estrema attenzione, oltre che per motivi prettamente pratici, anche per profonde esigenze emotive».
Bzzzzz a tutti!
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico





