Dal seme al pane, partendo dal suolo: nasce il progetto “Triticum Dolomiti” 

Dal seme al pane, partendo dal suolo: nasce il progetto “Triticum Dolomiti” 

È sbocciato il progetto “Triticum Dolomiti”. Ideato da Mirco D’Incà e Johannes Keintzel si pone un obiettivo tanto lungimirante e sostenibile, quanto ambizioso: alimentare un’agricoltura non invasiva, per restituire al suolo la sua naturale forza e capacità rigenerativa. 

«Siamo agricoltori della nuova era – spiegano Mirco e Johannes – che vogliono portare rispetto al suolo finora depredato della sua vitalità, accudendolo come un bambino e dandogli solo il meglio. L’interesse comune per i semi riproducibili e tramandati da 10mila anni di storia agricola ci hanno fatto incontrare per la prima volta. Il seme e il suolo, strettamente collegati, stanno alla base di ogni sistema alimentare». 

In particolare il seme antico, riuscito a sfuggire alle manipolazioni da laboratorio è di fondamentale importanza: «Vogliamo lavorare “con” e “per” un suolo fertile, vigoroso, capace di auto-generarsi. Insomma, un suolo vivo. Il nostro progetto, in Valbelluna, intende sviluppare un’agricoltura rigenerativa e sostenibile senza l’uso di chimica di sintesi, attraverso la coltivazione di cereali antichi e ricostruendo paesaggio ed ecosistemi. Sono cereali che selezioniamo da oltre 8 anni, direttamente in campo, studiando i metodi adatti per la selezione. Il prezioso seme che passa così spesso nelle varie lavorazioni tra le nostre mani è il risultato della cura di tante generazioni». 

Per dare slancio al progetto servono però risorse di rilievo. Ecco perché Mirco e Johannes hanno promosso una raccolta fondi (per contribuire, clicca qui): «Non essendo noi figli di agricoltori, siamo partiti da zero. Anche se abbiamo alle spalle anni di studi, esperimenti e buona volontà, vogliamo fare un salto di qualità. Ma abbiamo bisogno di tutto: dai mezzi agricoli a un terreno da custodire». La raccolta fondi termina il 31 ottobre e avrà il suo cardine nell’acquisto di una seminatrice da sodo: «In questo modo – concludono Mirco e Johannes – sarà possibile risparmiare gasolio, energie, tempo che potremo utilizzare per altri lavori o per formarci, ma soprattutto ci darà la possibilità di rispettare il terreno». 

Per ulteriori informazioni, è attiva la pagina Facebook “Triticum Dolomiti”.

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