L’esplosione dei costi energetici rischia di mandare gambe all’aria il bilancio comunale. Servono economie per limitare i danni nel breve periodo. E un ragionamento più complesso in ottica futura. Con, all’orizzonte, anche un probabilmente inevitabile aumento delle tasse. Lo confermano il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin e il suo braccio destro, nonché assessore al bilancio, Paolo Gamba, alla vigilia del consiglio comunale che domani voterà una manovra da oltre un milione e mezzo di euro. Soldi dell’avanzo libero che serviranno in gran parte a contrastare gli aumenti. Ma che alla fine lascerà nelle casse di Palazzo Rosso solamente 215mila euro.
«I costi dell’energia alle stelle rischiano di mettere in ginocchio le casse pubbliche – spiega Gamba – dobbiamo programmare il futuro puntando sulle energie rinnovabili e sull’autonomia energetica». Per l’energia elettrica si è passati dai 928 mila euro del 2021 alla previsione, per il 2022, di 1 milione 780 mila euro: +90%. Peggio è per il gas, passato dai 379 mila euro del 2021 ai 783 di quest’anno, un aumento del 106%. Il fondo statale per far fronte al caro bollette, di contro, sarà per il Comune di Belluno di appena 163 mila euro.
I numeri sono impietosi. Nel 2021 ci sono state spese per 27 milioni 200 mila euro, la previsione per il 2022 è che aumentino a 28 milioni e 400. Circa 1 milione 200 di spese in più che dovranno essere gestite tenendo conto che le entrate previste saranno inferiori rispetto all’anno scorso di circa 1 milione di euro. «Vanno operate delle economie subito e va prevista una gestione diversa per il futuro – spiega Gamba -: lavoreremo per installare impianti fotovoltaici, a biomasse e per la produzione di idrogeno. Solo abbassando i costi energetici possiamo difenderci da questi aumenti e programmare con una certa serenità gli investimenti dei prossimi anni».
Al bilancio di previsione 2022 è stato applicato, in via straordinaria, l’avanzo di amministrazione libero 2021, utile per coprire l’incremento della spesa corrente causato dai rincari dell’energia elettrica e del gas metano. Come previsto in via eccezionale dal decreto 50/2022. Per Palazzo Rosso si parla di 1 milione 840 mila euro. «Al termine di quest’anno l’avanzo previsto, ad oggi, sarà di 215 mila euro – commenta De Pellegrin -, praticamente nulla». È chiara, quindi, la necessità di una gestione diversa delle spese così come di investimenti nel settore energia, magari attingendo ai fondi del Pnrr».
Ci si poteva pensare prima? Per l’attuale maggioranza sì. «Qualcosa poteva essere fatto, crediamo – spiegano De Pellegrin e Gamba -. Ad esempio lavorare sull’efficientamento dell’illuminazione pubblica, o rendere le nuove scuole Gabelli autonome dal punto di vista energetico. La Rigenerazione urbana ha portato in dote bellissimi palazzi recuperati, ma che sono un costo che rischia di diventare insostenibile. E poi, perché in 5 anni non si è pensato, per lo meno, di indicizzare le tariffe all’inflazione? Invece adesso se noi saremo costretti ad aumentare le tasse faremo la figura dei cattivi. Non funziona così».
«Gamba si studi il progetto. Le Gabelli sono state ristrutturate con il massimo grado di efficienza possibile – la risposta dell’ex sindaco Jacopo Massaro. Che aggiunge: «La nostra scelta di non aumentare le tasse andava nella direzione di aiutare le famiglie e le imprese. Per gli investimenti abbiamo saputo trovare i soldi da altre parti. Mi auguro che l’attuale amministrazione sappia fare altrettanto».
«La situazione del bilancio è sempre stata ben chiara – aggiunge l’ex assessore alle finanze e candidata sindaco, Lucia Olivotto – l’ho esposta chiaramente anche nel consiglio dove si è votato il bilancio previsionale. Ecco perché in campagna elettorale non ho mai voluto fare promesse, come hanno fatto invece gli altri due candidati: perché poi i soldi bisogna trovarli. E di questi tempi è già moltissimo poter mantenere l’esistente. E non avrebbe avuto senso indicizzare le tariffe: fino al 2021 l’inflazione era inesistente».





