Nessun infortunio grave, ma raffica di interventi, ieri, per il Soccorso alpino e il Suem 118.
Curiosamente, la maggior parte dei quali concentrati nel primissimo pomeriggio.
Attorno alle 13 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per una turista 59enne di Imola (BO), bloccata da una crisi di panico lungo il Sentiero dei camosci, che stava percorrendo con il marito. Raggiunta da una squadra scesa dall’alto, la donna, che si trovava quasi in cima al Canalone, è stata accompagnata nella parte finale della salita fino al Rifugio Duca d’Aosta, dove arriva la seggiovia.
Poco prima la Centrale del Suem aveva allertato il Soccorso alpino di Cortina per un alpinista che si era fatto male al rientro da una via nella zona del Falzarego. Al termine delle doppie infatti K.P., 25 anni, di San Martino in Badia, era caduto per un paio di metri, finendo sul ghiaione sottostante, con conseguenti escoriazioni sul volto e un possibile trauma al polso. Il ragazzo è riuscito a raggiungere i prati degli Ospedaletti della Prima Guerra mondiale, dove è stato raggiunto in jeep da una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza che, dopo avergli prestato prima assistenza, lo ha caricato a bordo e trasportato fino all’ambulanza.
In contemporanea, intervento del Soccorso alpino di Belluno, per un escursionista infortunatosi mentre camminava nella zona del Brent de l’Art. Il 71enne milanese, che stava camminando assieme ad altre persone lungo il torrente, era infatti caduto da un’altezza di due metri, finendo nell’alveo e riportando una ferita alla testa. Raggiunto da 8 soccorritori che lo hanno subito medicato, immobilizzandolo con i dovuti presidi sanitari, l’uomo è stato caricato in barella e trasportato sul sentiero e da lì al rendez vous con l’ambulanza, partita in direzione dell’ospedale di Feltre.
Infine, verso le 15.15 intervento del Sagf di Auronzo, di servizio alle Tre Cime di Lavaredo, per un’escursionista che si era fatta male a un polso nella zona del Lago di Cengia. I soccorritori hanno raggiunto la 58enne di Udine, che si trovava assieme al marito, e le hanno prestato prima assistenza immobilizzandole il braccio, per poi accompagnarla alla macchina.





