De Pellegrin presenta il programma. Le minoranze: «Un elenco di auspici senza concretezza»

De Pellegrin presenta il programma. Le minoranze: «Un elenco di auspici senza concretezza»

Il Centrosinistra unito, troppo tardi. Un po’ di inesperienza nel condurre le danze. E il primo (per ora indolore) ostacolo non superato. Istantanee dal consiglio comunale di ieri pomeriggio: il primo dell’era De Pellegrin.

Se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspettano anni di consigli infuocati. Perché nella sala consiliare di Palazzo Rosso (ricca, sì, di spettatori, ma meno di quanto fosse lecito attendersi trattandosi dell’esordio pubblico della nuova amministrazione) è andata a finire come ci si aspettava, con il neo sindaco a dettare le linee programmatiche e la minoranza (in gran parte ex maggioranza) non disposta a fare sconti, al di là delle parole collaborative di facciata.

Il primo scontro politico si è giocato al punto 6 dell’ordine del giorno. Quello della dichiarazione delle linee programmatiche del prossimo quinquennio da parte del nuovo primo cittadino. De Pellegrin ha esordito un po’ guardingo, chiedendo «un po’ di pazienza» ai consiglieri più anziani per gli inevitabili «errori» dovuti alla poca esperienza con il protocollo consiliare.

Nel suo programma di governo il campione paralimpico ha puntato molto sull’ascolto: «Lavorerò con senso civico – le sue parole – facendo dell’ascolto il mio metodo e lavorando con onestà, coerenza e trasparenza». I cittadini saranno al centro dell’azione amministrativa, con all’orizzonte «una nuova Belluno da costruire insieme. Vogliamo tornare ai vertici nazionali della qualità della vita».

Per farlo la nuova amministrazione punta su urbanistica e trasporti (con la revisione del trasporto pubblico locale e dei collegamenti interni e con i Comuni limitrofi); sull’istituzione dei consigli di quartiere e di frazione e il ritorno della figura dei capifrazione. E ancora, più sicurezza con il potenziamento della videosorveglianza, l’integrazione tra sociale e sanità, «a tutela degli anziani e delle fragilità». Eliminando le barriere architettoniche e istituendo percorsi inclusivi per gli immigrati. Per De Pellegrin «i veri protagonisti dovranno essere i giovani». E quindi un ruolo di primo piano lo avrà la scuola, con l’ampliamento dell’offerta formativa «facendo leva sulla collaborazione tra associazioni, favorendo i centri estivi e implementando le attività universitarie».

E poi lo sport. Con il traino delle Olimpiadi 2026 si punta ad un nuovo palazzetto polifunzionale per gli sport al chiuso. E il Nevegal diventerà il punto di riferimento per le attività outdoor. E per spingere in alto il turismo, spazio «alla valorizzazione delle tipicità, le manifestazioni, il cicloturismo, il rafforzamento del sistema montagna».

«Un elenco di auspici senza concretezza», l’accusa dei gruppi di minoranza, che danno appuntamento «alla presentazione del primo Dup (il documento unico di programma, ndr) dove speriamo che gli intendimenti siano trasformati in obiettivi e progetti concreti. La campagna elettorale è finita».

La maggioranza, per ora, non è riuscita a portare a casa nemmeno il presidente del consiglio comunale. Non ce l’ha fatta Luciano Bassi, al quale sarebbe servita la maggioranza qualificata di 2/3 dei consiglieri (22 voti). Si è fermato a 19, complice anche un paio di assenze (giustificate). Mentre l’intero Centrosinistra è convertito su un nome solo (Marco Perale), come non le era riuscito in campagna elettorale. Se ne riparlerà tra 15 giorni, quando basterà il voto di 17 persone. Nominati anche i sette consiglieri che prendono il posto dei promossi ad assessore. E di Gidoni, che si è dimesso. Si tratta di Gianpaolo Capraro, Alessandro Farina, Sebastiano Marotto, Marzio Sovilla, Simone Bristot, Paolo De Biasio, Irene Gallon.

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