Torna domenica (5 giugno) dopo due anni di stop, “Latterie aperte in Valbelluna”, la manifestazione organizzata dall’Unione montana Valbelluna che mette in vetrina i custodi dell’antica arte casearia bellunese. Torna, e rilancia. Alle latterie di Lentiai, Camolino, Sedico, Valmorel, Frontin e Sant’Antonio Tortal si unisce quest’anno quella di Tisoi, grazie al coinvolgimento dell’Unione montana bellunese.
I due anni pandemici non sono stati facili per le latterie sociali e turnarie del Bellunese. Parliamo infatti di realtà piccole e piccolissime: basti pensare, ad esempio, che la latteria di Camolino (una delle principali della Valbelluna) lavora poco più di 14 tonnellate di latte all’anno. Per laboratori artigianali di queste dimensioni, creatori di prodotti d’eccellenza ma di nicchia, l’incontro diretto tra produttore e consumatore è fondamentale. «E la pandemia – spiega Alex Segat, assessore all’agricoltura dell’Unione montana Valbelluna – avendo quasi azzerato le occasioni di incontro ha ridotto di conseguenza quelle di vendita».
Eppure le latterie non sono rimaste ferme. Anzi, hanno investito, anche grazie ad uno specifico bando della Provincia finanziato dal Fondo per i Comuni confinanti. C’è chi ha comprato un nuovo furgone, chi un abbattitore, chi un affumicatore per le ricotte. Piccole cose, ma fondamentali per mantenere in vita una rete di piccoli allevatori e produttori che danno vita ad una cinquantina di prodotti lattiero – caseari, tra i quali anche una Dop.
Eccellenze che si potranno scoprire e degustare domenica prossima. Ogni latteria avrà modo di farsi conoscere, aprendo le sue porte e offrendo un assaggio delle sue prelibatezze. «Ci sarà modo di degustare i prodotti sul posto, anche attraverso iniziative specifiche, come il tour in e-bike – prosegue Segat – ma anche nelle cene realizzate in collaborazione con i ristoranti del territorio».
Un’occasione di promozione da cogliere al volo, anche alla luce delle nuove difficoltà che le latterie si trovano a fronteggiare. «L’aumento dei costi ci sta creando enormi difficoltà – spiega Alfonso Barp, presidente della latteria di Camolino -. In un anno, nel nostro caso, abbiamo registrato un aumento delle spese di quasi 50mila euro. Insieme alle altre latterie abbiamo deciso di aumentare i prezzi, ma questo può aiutare solo da qui in avanti. E poi chi vende il prodotto alla Grande distribuzione spesso non ha nessun potere contrattuale, i prezzi sono imposti dai supermercati».
IL PROGRAMMA
Per tutta la mattina di domenica nelle latterie di Tisoi, Camolino, Lentiai, Valmorel, Frontin, Sedico, Sant’Antonio Tortal sarà possibile assaggiare i prodotti lattiero – caseari, ma anche osservare da vicino la lavorazione del latte. Ma sono molte le iniziative di contorno. A Sedico, ad esempio, alle 10 si festeggeranno con un rinfresco i 100 anni di attività della locale latteria. Mentre all’azienda agricola “La schirata” di Valmorel, specializzata in formaggi di capra, alle 11 appuntamento con ArtefibreDolomiti a “Far filò con il feltro”, e nel pomeriggio giochi e laboratori per bambini con l’associazione Isoipse. Alle 17.30, infine, la mungitura delle capre con il “Diploma del piccolo mungitore”. Previsti anche due pranzi, su prenotazione: alla trattoria “Alle scole” di Valmorel e al “Cavallino rosso” di Bardies di Borgo Valbelluna.





