“Natura, uomo, mistero”. La mostra che celebra il cinquantesimo dalla scomparsa di Dino Buzzati è tutto questo. La natura che lo scrittore bellunese amava e allo stesso tempo trasfigurava nei suoi romanzi. L’uomo, con i suoi dilemmi. E soprattutto il mistero, fatto di attese come quelle del tenente Drogo nel “Deserto dei Tartari”. Tre temi che circoscrivono le “Visioni buzzatiane” interpretate dalle fotografie del Collettivo Meraki (Mauro Case, Matteo Dalle Feste, Paolo Mecca, Irene Pampanin e Stefano Perenzin). Sono proprio gli scatti di scorci, paesaggi e molto altro a evocare le sensazioni e le atmosfere che ritornano nelle opere di Buzzati.
La mostra è stata inaugurata nei giorni scorsi nel municipio di Pieve d’Alpago, seconda tappa dell’esposizione che ha debuttato a Oltre le Vette l’autunno scorso, nella suggestiva location di Villa Buzzati, alle porte di Belluno.
Le opere esposte, realizzate con diverse tecniche fotografiche (dalla tradizionale pellicola al digitale, dal bianco e nero al colore, fino all’infrarosso), sono accompagnate da brevi citazioni buzzatiane lette e interpretate dal gruppo teatrale Bretelle Lasche, ascoltabili con il proprio smartphone durante la visita.
La mostra rimarrà visitabile fino al 27 marzo. Ingresso gratuito: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30, giovedì dalle 15 alle 17.30, sabato dalle 9 alle 11.30, domenica dalle 15 alle 18. Chiuso il martedì.





