Chiusura del supermercato di Salce, Addamiano scrive ad In’s

Chiusura del supermercato di Salce, Addamiano scrive ad In’s

Dal primo gennaio la frazione di Salce non ha più un supermercato, dopo la chiusura (a fine 2021) del punto vendita In’s all’interno del centro commerciale. E così una delle frazioni più popolose di Belluno si ritrova di punto in bianco senza un servizio essenziale. Una situazione che stanno vivendo (si spera, in questo caso, solamente in via temporanea) i residenti di Cavarzano, anche loro da inizio anno senza più il piccolo market di Piazzale Vittime di via Fani). E che nel 2020 mise in crisi i residenti del centro storico (soprattutto gli anziani), da un giorno all’altro orfani del supermercato di Piazza dei Martiri.

In quell’occasione la mobilitazione dei cittadini funzionò: il gruppo Unicomm, proprietario del punto vendita, lo riammodernò dandolo poi in gestione e il punto vendita riaprì a primavera scorsa.

Tra i primi ad occuparsi della vicenda ci fu il consigliere comunale di “Obiettivo Belluno – fratelli d’Italia”, Raffaele Addamiano, che prese carta e penna e scrisse direttamente alla direzione del grande gruppo della GDO guidato da Marcello Cestaro.

E così Addamiano ci riprova. Una volta saputo della chiusura del supermercato di Salce ha ripreso carta e penna, scrivendo alla direzione del gruppo alimentare, che ha sede in provincia di Venezia.

«Non voglio e non posso naturalmente entrare in questa sede nelle dinamiche aziendali proprie di una impresa commerciale privata – si legge nella lettera – tuttavia, svolgendo la Vostra attività una funzione sociale in senso lato, mi permetto di portare alla Vostra cortese attenzione l’esigenza di mantenere in loco un importante presidio in grado di garantire un servizio fondamentale quale quello dell’assistenza alimentare e ciò specie in questo difficilissimo momento storico caratterizzato dalla pandemia cinese».

Nella lettera Addamiano esorta la proprietà a chiarire le sue intenzioni: «La situazione di incertezza circa il futuro e il prosieguo della citata attività desta forte preoccupazione nei numerosi cittadini utenti, molti dei quali anziani, e determinerebbe, se confermata, un ulteriore, non tollerabile impoverimento della Città Capoluogo e del suo delicato tessuto economico. Alla luce di tutto quanto sopra, mi permetto, pertanto, di chiederVi di fare, nei limiti della Vostra sacrosanta libertà di iniziativa economica, quanto possibile per garantire la riapertura del supermercato in oggetto essendo questa, a tutta evidenza, una questione riguardante il benessere e l’interesse della cittadinanza dolomitica».

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