«Il 30-40% della tassa di soggiorno deve tornare al Nevegal». Parola di Franco Roccon. L’ex assessore comunale di Belluno con delega al Nevegal rilancia l’idea, dopo aver assistito, come uditore in veste di segretario provinciale della Liga Veneta , all’assemblea annuale degli Amici del Nevegal e dell’associazione Proprietari, andata in scena domenica (16 agosto) in sala Caldart. Una proposta che, nelle sue intenzioni, dovrebbe segnare un cambio di passo nella gestione delle risorse turistiche.
Roccon indica una percentuale precisa: tra il 30 e il 40% delle entrate generate dalle presenze turistiche tra Castionese e Nevegal. Con l’apertura dell’Hotel Olivier e lo sviluppo di nuove strutture ricettive, le presenze aumenteranno e con esse le entrate. «Una parte deve tornare dove nasce: servizi, infrastrutture, manutenzione, promozione. Non è sostenibile che il Colle generi risorse che poi finiscono altrove», afferma.
Solo dopo aver fissato la proposta, Roccon entra nel merito dell’assemblea. E il giudizio è netto: «In certi momenti sembrava una chat social più che un confronto costruttivo. Il Nevegal vive in una campagna elettorale permanente». L’assessore Dal Pont, secondo Roccon, non avrebbe portato elementi nuovi rispetto a quanto già noto ai presenti. Le aspettative sugli impianti restano alte, ma l’ex assessore ricorda che Dolomiti Ski Line deve muoversi tra investimenti, revisioni e un impianto obsoleto che potrebbe richiedere una sostituzione con una quadriposto.
Nel dibattito, Roccon salva l’intervento di Daniele Ciani, confermato presidente dell’Associazione Proprietari, che ha ricordato i passi avanti compiuti e la promozione ottenuta dal Colle negli ultimi anni. Eventi come la tappa del Giro d’Italia Women e la Spartan Race, sottolinea, hanno riportato attenzione sul Nevegal: «Si può discutere dei costi, ma la visibilità è stata significativa».
Il resto, invece, per Roccon è stato un copione già visto: critiche al Comune – nonostante investimenti vicini ai tre milioni – e critiche alla società degli impianti, senza però proposte nuove. «Alcune osservazioni riguardavano più interessi privati che una visione collettiva», afferma. Poi la stoccata finale: «Non si respirava il clima del 2024. Continuare a raccontare solo il lato negativo rischia di danneggiare il Nevegal più di qualsiasi ritardo burocratico».
E chiude tornando alla proposta: «Alle critiche vanno affiancate le idee. La nostra è chiara: una quota della tassa di soggiorno deve tornare al Colle».





