Sequestri, assassinii, violenze, massacri, torture. Nel Guatemala della seconda metà del Novecento, oppresso da feroci dittature militari, la voce del vescovo Juan José Gerardi Conedera si è levata alta e forte, a chiedere verità e giustizia per le migliaia di vittime della repressione e della violenza.
Vescovo che, come si evince dal cognome (Conedera), aveva chiare origini bellunesi: i nonni paterni, infatti, partirono da Taibon Agordino nel 1879. per raggiungere il Centro America. La stessa voce di Juan Gerardi, diventata scomoda per il potere politico, militare ed economico che dominava nel Paese, è stata messa a tacere per sempre, ma la testimonianza di questo uomo di fede, ancora poco noto in Italia, continua oggi a interpellare e a indicare la strada per un altro mondo possibile, dove finalmente, come afferma il testo biblico, «sia osservato il diritto e praticata la giustizia». In questo senso, è nato un libro (Editrici Ave), scritto da Anselmo Palmi e dal titolo “Juan Gerardi. Nunca más-Mai più”.
Insegnante e saggista, nel suo percorso Palini ha approfondito i temi della pace, dell’obiezione di coscienza, dei diritti umani e della non violenza. La prefazione, invece, è firmata dal cardinale Álvaro Ramazzini Imeri, vescovo di Huehuetenango, in Guatemala.





