Si intitola “Scrivere in corsivo col Metodo Terzi – Percorso di intervento cognitivo-motorio”. È stato scritto da Iolanda Perrone (per Edizioni Centro Studi Erickson). E verrà presentato venerdì 26, ore 17, a Villa Patt di Sedico.
A promuovere l’evento è l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) della provincia di Belluno, in collaborazione con l’Associazione Italiana Ricerche Metodo Terzi di Monza, e rientra nelle iniziative del progetto “Community Up!”, finanziato dalla Regione del Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Ma che cos’è Metodo Terzi? È un sistema di esercizi sensomotori e deambulatori che sviluppa la capacità di processare e organizzare le informazioni spazio-temporali che giungono al sistema nervoso. Supportato da numerose evidenze scientifiche che sostengono un approccio corporeo alla conoscenza, viene usato in ambito prescolare e scolare per favorire corretti processi di apprendimento anche nei bambini con bisogni educativi speciali (disortografia, disgrafia e discalculia, disturbi della coordinazione motoria, disprassie, disturbi di integrazione visuo–motoria e disorganizzazione spazio-temporale).
L’autrice del testo rilegge il Metodo alla luce delle più recenti ricerche delle neuroscienze, proponendo un innovativo e personale approccio per insegnare a scrivere a mano, e in corsivo, le lettere e i numeri. Nelle pieghe delle pagine, spiccano cinque percorsi di lavoro: uno rivolto all’organizzazione dello spazio extra-personale lontano, quindi all’organizzazione dello spazio personale e peripersonale che intervengono sui prerequisiti spaziali della scrittura; all’organizzazione dello spazio grafico; alla scrittura in corsivo e alla sua autovalutazione. E alla scrittura dei numeri. Il volume è rivolto a insegnanti, educatori, logopedisti e professionisti della riabilitazione.
Tornando all’autrice, è logopedista dal 1979 e ha sempre lavorato nei Servizi territoriali di neuropsichiatria infantile: «Questo libro – argomenta Iolanda Perrone – serve a dare voce ad Adriano, David, Giovanni, Leonardo, Daniel, Federica, Asia e tanti altri che ho incontrato lungo il mio cammino. Gli stessi, con occhi bassi e finta noncuranza, mi porgevano i loro quaderni con grafie spesso illeggibili e pieni di segni rossi. Dal loro lavoro è nato il desiderio di mettere sulla carta una metodologia di intervento innovativa, efficace e dirompente nella sua strutturazione».
Due le ramificazioni: «Agli insegnanti, per una corretta didattica della grafia in corsivo, utile anche a prevenire brutte grafie presenti su circa cinque bambini per classe, efficace e inclusiva perché applicabile con tutti i bambini. E agli operatori sanitari che si occupano di disturbi specifici di apprendimento: perché è un percorso riabilitativo, validato scientificamente, per rispondere in modo efficace ai bisogni dei soggetti con disgrafia senza ricorrere da subito alle misure compensative (scrittura in stampato maiuscolo) o agli strumenti dispensativi (uso del computer). Tale percorso viene utilizzato anche negli adulti post-trauma come una “chiave” per riacquistare la scrittura».
Considerata la limitazione dei posti per le normative anti-Covid, è necessario iscriversi inviando una mail a info@aipdbelluno.org.





