È stata celebrata ieri la “Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada”. Purtroppo, in concomitanza con l’incidente mortale, in Cadore.
«La sicurezza stradale è una delle maggiori criticità che i Paesi Europei devono affrontare – spiegano dalla Questura di Belluno – e l’impegno di tutti è quello di azzerare il numero delle vittime della strada entro il 2050, nonché nel 2030 di ridurre del 50 per cento i morti e feriti gravi. Il raggiungimento di questi obiettivi non può e non deve essere utopico, non solo perché ce lo chiede l’Europa, ma soprattutto per dare dignità a quelle tante famiglie che piangono i loro congiunti, vittime di condotte di guida imprudenti».
Lo sforzo della Polizia di Stato, attraverso la Polizia stradale, si esprime nelle oltre 397mila pattuglie schierate sul territorio dall’inizio dell’anno, che hanno permesso di accertare più di un milione e mezzo di infrazioni, con 21.255 patenti di guida ritirate e quasi 2 milioni e mezzo di punti decurtati.
«Gli incidenti stradali – prosegue la nota della Questura – sono causati nella maggior parte dei casi dai comportamenti sbagliati dei conducenti e dal mancato rispetto del codice della strada. È una questione di responsabilità individuale poiché i controlli di polizia, da soli, non potranno mai essere sufficienti se, contemporaneamente, chi si mette alla guida non mostra attenzione, con la propria condotta, al rispetto della vita. Per questo motivo, la Polizia di Stato vuole sensibilizzare gli automobilisti sui rischi che derivano da comportamenti errati alla guida, anche attraverso campagne di prevenzione ed informazione sulla sicurezza stradale».





