Passano gli anni, non le tradizioni. E neanche le pandemie. Era il 1630 quando mezza Europa venne colpita dalla terribile epidemia di peste (quella descritta anche dal Manzoni nei Promessi Sposi, circolata dopo il passaggio dei Lanzichenecchi).
Al culmine del contagio, Venezia decise di votarsi alla Vergine Maria. Venne fatta una grande processione, con la promessa di costruire una chiesa alla Madonna della Salute. Oggi, a distanza di quasi quattro secoli, è ancora viva la ricorrenza del 21 novembre. E a Mugnai di Feltre è festa grande – come a Venezia -, specialmente nel primo anno di ogni decennale. Quindi, cade giusto giusto il 2021.
Cosa c’entra Mugnai con Venezia? È la storia a legare nello stesso culto i due luoghi. Anche se parte della tradizione è avvolta dalla nebbia dei secoli.
In ogni caso, tutto parte in quel terribile 1630. Con i morti appestati che riempivano strade e piazze, i veneziani presero sul serio il voto. Pochi giorni dopo la processione, la pestilenza cominciò a retrocedere e nel novembre 1631 cessò del tutto. Il voto, insomma, aveva funzionato e quello fu l’avvio del culto della Madonna della Salute, e iniziò anche la costruzione della basilica che ancora oggi è centro della ricorrenza religiosa del 21 novembre.
In poco tempo la peste finì in tutta Europa e il culto della Salute uscì fuori dalla laguna, arrivando in diverse parti d’Italia. E raggiunse anche il Feltrino.
A Mugnai tra l’altro c’è un altro pezzettino di Venezia: la chiesa parrocchiale – consacrata nel 1862 – ha come patrono San Marco evangelista. Non è difficile immaginare che assieme a San Marco sia arrivata anche la Madonna della Salute, che è stata aggiunta alla lista dei patroni della Serenissima. E come il culto della Vergine cominciò a Venezia nel 1631, così a Mugnai si celebra in maniera solenne il primo anno del decennale. Casualità? Possibile. In ogni caso nella chiesa feltrina c’è una statua chiamata della “Madonna della Salute” e si hanno notizie di una grande processione almeno dal 1891.
Curiosità? Nel 1941 furono i soldati dell’esercito italiano a portare a spalla la statua per le vie del paese. E oggi la tradizione si ripeterà ancora una volta.





