Incidenza del contagio, Belluno lievemente meglio del resto d’Italia

Incidenza del contagio, Belluno lievemente meglio del resto d’Italia

Rallenta, il virus. In tutta Italia. E di conseguenza anche in provincia di Belluno. Lo dimostrano i dati del consueto report settimanale diffuso dall’Ulss 1 Dolomiti.

Negli ultimi sette giorni sono stati 97 i nuovi casi segnalati dal Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 1 (3 quelli di ieri): 33 in meno della settimana precedente. L’incidenza settimanale scende così a 48,6 nuovi casi ogni 100mila abitanti, appena sotto la media nazionale (che è di 50,2). I nuovi casi positivi, spiega l’Usl 1, riguardano principalmente le classi di età mediane e soggetti non vaccinati.

Cambia anche la mappa dei comuni con almeno un caso positivo. Nell’ultima settimana sono scesi a 19. In gran parte i nuovi casi sono concentrati tra Feltrino e Valbelluna. Praticamente risparmiati Agordino e Cadore. Situazione sotto controllo. L’unico territorio attualmente da “bollino rosso” sarebbe Seren del Grappa, che presenta un’incidenza di oltre 200 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Ma, è bene ricordarlo, quando parliamo di comuni con bassa densità abitativa basta un pugno di casi a far schizzare verso l’alto i valori.

Crescono invece leggermente i ricoveri. Al momento sono 11 i pazienti covid – positivi ricoverati all’ospedale “San Martino” di Belluno. Di questi, due persone (di 66 e 85 anni) sono in terapia intensiva. In area non critica sono ricoverati: un paziente (di 62 anni) in Pneumologia con quadro severo; 8 pazienti (di 41, 45, 54, 60, 73, 78, 78, 78 anni) in Malattie infettive. Su 11 pazienti ricoverati, 10 sono non vaccinati. «Questo . spiega l’azienda sanitaria – attesta l’efficacia della vaccinazione non solo nel ridurre quasi a zero i casi gravi di covid, ma anche nel ridurre il rischio di malattia (85%)».

Salgono a dieci invece le classi di scuola in isolamento: una di asilo nido, sei di scuola dell’infanzia, due alle elementari, una alle medie. «Come si può vedere – commenta il direttore generale dell’Ulss 1, Maria Grazia Carraro – si tratta in gran parte di classi di età per le quali non è prevista la vaccinazione, che ricordo si può fare a partire dai 12 anni». E ha riaperto ieri il nido aziendale “San Martino”, all’interno dell’omonimo ospedale.

Sono 74, fino ad ora, le persone trattate con anticorpi monoclonali: 7 nell’ultima settimana. «Per facilitare il trattamento precoce delle persone covid positive – spiega l’Ulss 1 – per le quali è indicata la somministrazione di monoclonali, infatti, l’unità operativa di Malattie infettive contatta i soggetti interessati e cura le prime fasi di arruolamento per il trattamento. Si invitano le persone covid positive sintomatiche a chiedere informazioni sul trattamento con anticorpi monoclonali al proprio medico di Medicina genrale o all’unità operativa di Malattie infettive, scrivendo una mail a: malattieinfettive.monoclonali@aulss1.veneto.it».

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