Sette pilastri. Dallo studio della sicurezza come materia scolastica, alla “patente a punti” per le aziende che curano il tema antinfortunistico nei loro siti produttivi. È il “Patto per la salute e la sicurezza” dei sindacati, proposto al sistema industriale e lanciato oggi (mercoledì 12 maggio) sui canali social di Cgil, Cisl e Uil. Ovviamente, partecipano all’iniziativa anche le sigle territoriali bellunesi. Al grido di “non si può più morire di lavoro”.
«Oggi è intollerabile che la nuova priorità del Paese, far riaprire le attività chiuse, riorganizzare il mondo produttivo, riaprire i mercati dell’export, cogliere le opportunità del Recovery Plan, faccia arretrare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro» premettono Mauro De Carli (Cgil), Massimiliano Paglini (Cisl) e Michele Ferraro (Uil). «Nei luoghi di lavoro non ci si deve ammalare di Covid, così come non si devono subire infortuni o malattie professionali, o peggio ancora perdere la vita. Il lavoro deve far vivere e non far morire».
Per questo Cgil, Cisl e Uil pongono l’attenzione sul post-Covid: «Non si potrà accettare uno scambio tra la ripartenza del sistema Paese, quanto mai necessaria, con l’indebolimento delle tutele sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sappiamo che un’Italia forte passa per una alta qualità del lavoro, in cui la prevenzione e la tutela contro gli infortuni devono essere messe al primo posto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche delle stesse imprese e dello Stato».
Da qui, il “Patto per la salute e la sicurezza”, con sette linee strategiche. Uno: «Nessuno deve andare al lavoro senza una adeguata preparazione o addestramento». Due: «Nelle scuole superiori si deve studiare la sicurezza nei luoghi di lavoro». Tre: «Migliorare le ispezioni in quantità e qualità nei luoghi di lavoro; in Veneto denunciamo la carenza degli organici, nonostante l’accordo sottoscritto con la Regione pochi anni fa». Quattro: «Investire in tecnologia innovativa che protegga i lavoratori; Inail dovrebbe essere il capofila di questo programma e non diventare a Belluno sede periferica con il rischio di minor presidio». Cinque: «Aumentare il numero dei rappresentanti sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro: devono essere in tutte le aziende e deve essere potenziato il numero sul territorio». Sei: «Dare ruolo e compiti di tutela anche alla contrattazione sindacale, proprio in un’ottica di miglioramento della sicurezza in fabbrica e in tutti i luoghi di lavoro». E sette: «Qualificazione delle imprese e “patente a punti”, per determinare regolarità e applicazione delle norme soprattutto nel mondo degli appalti, dove spesso proliferano il massimo ribasso e la “dimenticanza” delle tutele contro gli infortuni».





