La coerenza è una virtù. E i comitati civici della Valbelluna (Castion, Levego-Sagrogna, Andreane, Limana, “Stop elettrosmog” di Ponte nelle Alpi) non ne hanno mai fatto a meno. Dicevano che il piano di razionalizzazione degli elettrodotti di Terna era da rifare quando il rischio erano nuovi cavi e nuovi tralicci in Nevegal. Lo ribadiscono anche oggi, nonostante il colosso dell’energia abbia cancellato l’ipotesi Nevegal e abbia disposto alcune migliorie al progetto, il famigerato Rtn Media valle del Piave.
Follia? «Tutt’altro. È una follia il progetto di Terna» dice Gianni Pastella, che dal 2012 si batte per riformulare completamente il piano Rtn Media valle del Piave e che negli anni ha messo insieme le forze di tutti i comitati da Soverzene a Limana, appoggiando anche la battaglia dei movimenti civici del Trevigiano. «È pazzia anche accettare quel progetto. È per questo che da parte nostra, ci opporremo. Ricorreremo a tutti gli strumenti legali nel caso Terna andasse avanti. Impugneremo il progetto al Tar e in Consiglio di Stato».
Eppure Terna ha migliorato il progetto iniziale. Ha aumentato le zone di interramento, fino a inserire anche Andreane (tra Ponte e Belluno)…
«È proprio questo il punto. Per anni ci siamo sentiti dire che era impossibile interrare Andreane. Adesso invece diventa tutto possibile. Lo dimostra anche il recente elettrodotto tra Cortina e Auronzo, realizzato in cavo interrato in appena 13 mesi. Terna quando vuole lavora bene e fa opere utili al territorio, assolutamente non impattanti. Non si capisce perché nella Media valle del Piave non possa fare altrettanto».
Quale sarebbe la soluzione?
«L’abbiamo detto tante volte. Interrare lungo l’autostrada».
Sembrerebbe semplice.
«Lo è».
E allora perché non si fa?
«Bisognerebbe chiederlo a Terna, che finora non ha mai presentato un progetto completo, ma solo spezzettature. Manca una visione globale del percorso elettrico in provincia e questo è il dato che ci fa dire che il progetto Rtn Media valle del Piave non va bene. È assurdo, perché si interviene a Soverzene e Polpet senza pensare che le stesse linee poi passeranno a Belluno, a Limana, a Borgo Valbelluna… Sarebbe come costruire un’autostrada partendo dai caselli, senza dire dove passerà il tracciato. Come possiamo accettarlo?».
E le migliorie su Polpet e Soverzene, con l’interramento dei cavi e l’eliminazione dei tralicci?
«Ottima cosa. Ma perché a Polpet sì e a Limana no? A Limana i cavi restano sopra le scuole. Sono cittadini di serie B? E non si dica che bisogna procedere con Ponte e Soverzene, perché stanno aspettando da troppo tempo. Terna a Cortina ha dimostrato di saper lavorare in celerità. Se Ponte e Soverzene hanno i cavi da vent’anni sopra le teste è solo colpa di Terna e degli amministratori locali che si sono fidati di quello che gli veniva detto da Terna. È normale che un sindaco, se ha una causa in tribunale, si presenti con l’avvocato, mentre quando parla con Terna non si dota di figure tecniche di supporto?».
Quali saranno le prossime mosse dei comitati?
«Andremo avanti con la richiesta di un nuovo progetto che consideri l’intero territorio in una visione complessiva. Servono accordi programmatici. Deve andare in autorizzazione il progetto completo. La razionalizzazione non deve partire a Ponte e Soverzene, se prima Terna non ha concertato tutti gli interventi sul resto del territorio. Ci accusano di ritardare la soluzione dei problemi a Polpet? Ripeto, se il progetto fosse stato fatto bene, Terna non avrebbe incontrato nessuna opposizione e a quest’ora i cittadini di Ponte nelle Alpi avrebbero risolto i loro problemi».





