Il problema non sono le scuole. Lo ha detto più volte il premier, l’hanno ripetuto il Cts e la ministra Azzolina. Il problema semmai sono i luoghi di incontro e i trasporti prima e dopo la scuola. Perché le aule sono a prova di Covid. Anche a Belluno, dove la Provincia ha investito oltre 2 milioni di euro per gli adeguamenti. 2.173.000 euro per la precisione.
Tra giugno e luglio sono partiti i primi investimenti: 575mila euro per interventi di edilizia leggera; pareti rimosse, cartongessi installati… tutto per ricavare nuovi spazi e garantire distanziamento. Poi si sono aggiunti piccoli interventi più consistenti, per tinteggiature e pavimenti nuovi, oltre ovviamente a una santificazione a fondo degli ambienti (486mila euro) e all’affitto di alcune aule prese dalla parrocchia del Duomo-Loreto, a servizio dell’istituto Catullo (67mila euro). Infine, ecco i moduli prefabbricati per Galilei (582mila euro) e Calvi-Renier (463mila euro), in fase di installazione in queste settimane.
«Nonostante le difficoltà a reperire le ditte che consegnano questo genere di moduli, siamo riusciti a ridurre i tempi – spiega la consigliera provinciale con delega alla scuola, Serenella Bogana -. Anche durante le vacanze di Natale abbiamo lavorato per garantire spazi adeguati ai nostri ragazzi, nelle scuole di competenza provinciale (quindi gli istituti superiori, ndr)».
La Provincia poi non ha dimenticato gli interventi già programmati. L’adeguamento sismico del Brustolon e i lavori al Tiziano (antisismica più nuovi serramenti) slitteranno in avanti di qualche mese. Si tratta di lavori importanti, che complessivamente valgono quasi 4 milioni di euro.
«A queste operazioni si aggiunge il finanziamento per la digitalizzazione delle scuole – conclude Bogana -. Abbiamo investito circa 3 milioni di euro per far sì che ogni istituto abbia connessioni rapide ed efficienti a internet».





