«La mascherina non mi permette di respirare». O «la mascherina è un trattamento sanitario obbligatorio e come tale solo il sindaco può imporla». Parola di una trentina di persone, scese in piazza dei Martiri ieri (sabato 19 dicembre) per quella che hanno chiamato “La giornata del risveglio”. E di mascherine se ne sono viste poche indossate e molte tenute sotto il mento. Tra citazioni di riviste mediche e terminologia altisonante – proferita non da scienziati né da medici, giova ricordarlo – dal megafono è arrivata l’indicazione che la mascherina è dannosa e comprime la libertà. Ma sono arrivati anche numeri e dubbi, relativi al Covid e ai morti.
«Mio zio è morto l’altro giorno, per Covid – ha detto ai giornalisti uno dei manifestanti -. Ma all’età di 96 anni, come qualsiasi altra persona morta negli ultimi cinque anni per una banale influenza. In tv sparano solo numeri sui morti di Covid».
La “Giornata del risveglio” era stata pensata come una fiaccolata, la cosiddetta “Marcia per la libertà”, sorta sui gruppi Facebook in tutta Italia, non solo a Belluno. Per motivi organizzativi è stata spostata al mattino. «Con lo scopo di testimoniare l’urgenza di un risveglio collettivo in un momento storico in cui, in nome di una strumentalizzazione del diritto alla salute, questo governo sta violando in modo spietato le libertà costituzionali della persona (Art. 13 Cost.)» si legge nelle motivazioni. «Senza alcun passaggio democratico che passi dal Parlamento, il presidente Conte continua da mesi a imporre agli italiani limitazioni lesive della libertà personale, abusando di Dpcm incostituzionali e illegittimi. Con la detenzione domiciliare, la chiusura e la limitazione dell’orario di apertura e di chiusura delle attività commerciali e professionali e delle scuole, la chiusura della circolazione e l’imposizione delle mascherine e, per finire, ora anche l’impossibilità di trascorrere il Natale con i propri familiari e di partecipare alla Santa Messa di Natale, sono stati oltrepassati tutti i limiti possibili per un Paese democratico».
La democrazia, però, quella vera, si misura anche dalla possibilità di scendere in piazza con un megafono. Anche perché nella stessa piazza, a pochi metri di distanza, c’era un gazebo del Lions, che cercava di sensibilizzare la gente nella tutela della salute personale e collettiva, mettendo a disposizione mascherine chirurgiche.





