
Feltre riapre le celle. No, nessun intento repressivo, ma la volontà di valorizzare in chiave culturale e turistica le antiche prigioni di Feltre, ricavate nei piani interrati del Palazzo Pretorio e chiuse quale luogo di detenzione negli anni ’60 del secolo scorso. Da allora i locali sono stati adibiti ad archivio comunale.
Da ieri e fino al 30 settembre nei locali sotterranei di Palazzo Pretorio sarà visitabile la mostra “Purtroppo son bandito”, a cura dell’Associazione Visioni. Un percorso di installazioni luminose guida il visitatore alla scoperta di fatti e storie che si ispirano al libro “Cineografo di banditi su sfondo di monti” di Gigi Corazzol; una sorta di viaggio multimediale attraverso alcuni spaccati della storia più e meno recente del nostro Paese, con l’ausilio dei video che creano nei visitatori suggestioni e immagini evocative. La mostra nasce all’interno del progetto storico artistico denominato “Luce alle Prigioni”, presentato ieri in Sala degli Stemmi e che inserisce la valorizzazione del sito nell’ambito del nuovo circuito ToTeM 2020.
«Sono stati selezionati un gruppo di artisti che operano nel mondo del visuale e del suono – spiega il direttore artistico dell’Associazione Visioni, Alberto Fiocco – e che attraverso il loro linguaggio e la loro sensibilità, hanno potuto creare delle opere che riflettono su fatti realmente accaduti più di 400 anni fa attraverso una nuova chiave di lettura e progettando le stesse ad hoc per gli spazi dove sono installate. Questa iniziativa può essere un punto di partenza verso un maggiore spazio all’arte contemporanea, in spazi di grande valore e stratificati di storie sulle quali riflettere».
In ottemperanza alle normative anti Covid, la visita alle antiche prigioni sarà permessa a un gruppo ristretto di persone per volta, che vi accederanno dal portone affacciato su Salita Vittore Dal Pozzo e seguiranno un itinerario formato da cinque sale del piano seminterrato, oltre al vestibolo, e a tre del piano interrato.
«Con la riapertura delle ex carceri – commenta l’assessore alla cultura di Feltre, Alessandro Del Bianco – offriamo ai feltrini e ai visitatori un altro importante tassello del patrimonio artistico e architettonico della città. Le ex prigioni saranno anche una contaminazione di linguaggi artistici assolutamente innovativa. Ragionando in prospettiva, l’insieme del complesso delle prigioni, delle torri del castello e del passo della sentinella, unite alle grandi riqualificazioni museali che stanno venendo avanti in questi mesi, consentiranno a Feltre di proporsi come meta di grande interesse ben al di là dei confini provinciali».
La mostra sarà visitabile dal 24 luglio al 31 agosto nelle serate di lunedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 20 alle 23 e dall’1 al 30 settembre, con il medesimo orario, dal venerdì alla domenica.





