Tempo di strategie per la Provincia: frane, post-Covid e sviluppo del territorio

Tempo di strategie per la Provincia: frane, post-Covid e sviluppo del territorio

Interventi sulle frane e un occhio allo sviluppo socio-economico del territorio. La lotta allo spopolamento della montagna passa anche da qui. Una guerra che la Provincia può affrontare con armi adeguate. Con i 28 milioni e mezzo di euro di avanzo di amministrazione; ma anche con le prospettive che vengono avanti: Fondo Comuni di confine, grandi concessioni idroelettriche e soprattutto Olimpiadi 2026 (che, giochi a parte, porteranno una forte iniezione di risorse per le infrastrutture).

La strategia dovrà essere messa nero su bianco. Intanto ieri Palazzo Piloni ha approvato il bilancio consuntivo 2019. E ha messo in fila criticità e obiettivi da qui ai prossimi anni. Perché alla fine, se ci sono 28 milioni abbondanti di avanzo, vuol dire che qualche intoppo c’è. Su tutti, le difficoltà di personale. Dopo la riforma Delrio, l’ente è stato svuotato e depotenziato. Negli ultimi due anni, però, qualcosa si è mosso e l’amministrazione è riuscita a erogare servizi con efficenza e puntualità.

L’altro punto critico riguarda la viabilità: la convenzione con Veneto Strade vale 8,8 milioni di euro ad oggi. «Stiamo aspettando la riclassificazione delle strade e la revisione della convenzione in modo da risparmiare alcune risorse utilizzabili in altri ambiti» spiega il presidente Padrin. Che guarda anche al post-Covid e a cosa potrà fare la Provincia.

L’avanzo sarà usato per lavori di sistemazione idrogeologica. Per le frane, in parole povere. Seguendo la modalità degli accordi di programma con i Comuni già avviata negli ultimi mesi: la Provincia mette i soldi, i Comuni aggiungono progettazione e appalto; per i piccoli interventi è il modo più semplice e veloce. Unito alle altre risorse che arriveranno, l’avanzo potrà dare ossigeno allo sviluppo socio-economico di area vasta. Le opportunità sono consistenti: 130 milioni di euro dal Fondo Comuni di confine (spalmati su cinque anni), più la partita olimpica e quella delle grandi concessioni idroelettriche, che scadranno nel 2029. 

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