
Polvere del deserto nell’aria del Veneto. È la notizia curiosa di questi giorni, registrata dalle centraline Arpav. I filtri hanno rilevato una concentrazione anomala di Pm10. Ad un’analisi attenta, però, non risulta essere particolato di origine antropica. Tutt’altro: si tratterebbe di polvere del deserto, proveniente dalle zone asiatiche a ridosso del Mar Caspio. Portata fin qui, a oltre 3mila chilometri di distanza, dal vento di Bora dei giorni scorsi.
Incredibile, ma vero. Eppure, non c’è altra spiegazione al fatto che negli ultimi giorni la quantità di polveri sottili registrate in provincia di Belluno è risultata anomala (o quantomeno strana). A partire da venerdì 27 marzo, le concentrazioni di Pm10 sono state di gran lunga superiori ai giorni precedenti. Lo fa sapere Arpav. E anche le centraline bellunesi di Feltre, Alpago e del capoluogo hanno visto uno sforamento nei limiti giornalieri consentiti (di 50 microgrammi per metro cubo d’aria). La stazione di Pieve d’Alpago, che solitamente non sfora mai, è passata da 26 microgrammi (venerdì 27) a 65 microgrammi (sabato 28) e 56 microgrammi (domenica 29). Numeri simili per Belluno e Feltre, che venerdì segnavano valori vicini ai 20 microgrammi, mentre sabato e domenica sono arrivate a 51 e 49.
«Le cause di questo episodio di elevate concentrazioni di Pm10 sono da ricercarsi non a livello locale, ma in processi di ampia scala – analizzano dagli uffici di Arpav -. Fino alla mattina di venerdì 27 marzo, in Veneto hanno soffiato venti forti o anche molto forti dai settori orientali (in prevalenza nord-est). Tali correnti, associate ad una depressione inizialmente posizionata sul Tirreno, hanno convogliato sul Veneto l’aria presente sulla penisola balcanica. Si tratta di venti di Bora, che hanno trasportato aria densa di polveri. Dal pomeriggio di venerdì, i venti in Veneto si sono attenuati, ma il flusso è rimasto in prevalenza orientale. L’attenuazione del vento ha ridotto il rimescolamento, ma questo non è sufficiente a giustificare il repentino aumento delle concentrazioni di polveri, soprattutto in questa stagione, nella quale solitamente il rimescolamento è garantito anche dal soleggiamento diurno». Le polveri, assicura Arpav, sono di origine non antropica, ma naturale. In particolare polveri desertiche. «Dalle simulazioni modellistiche a grande scala, risulta che potrebbero arrivare da deserti asiatici confinanti con il Mar Caspio». Del resto, le Pm10 non devono mica rispettare i blocchi anti-coronavirus…





