
Le nuove misure restrittive annunciate durante la mattinata sono arrivate. Nero su bianco sull’ultimo Dpcm, anticipato dal premier Conte a reti unificate.
Di fatto, fino al 25 marzo viene disposta la chiusura di diverse attività commerciali. Poi resteranno in vigore fino al 3 aprile le altre misure previste nel Dpcm del 9 marzo.
Sono sospese le attività commerciali e le attività di servizi di ristorazione (bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie). Chiusi anche altri servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri, estetisti.
Aperti, invece, i negozi di generi alimentari, le attività di vendita di generi di prima necessità, le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie, le mense (a patto che garantiscano la distanza di un metro tra le persone), la ristorazione solo con consegna a domicilio, i servizi bancari, finanziari e assicurativi. Nessun problema neppure per le attività agricole, zootecniche e di trasformazione agro-alimentare, gli autogrill, le lavanderie. È possibile una rimodulazione del trasporto pubblico, che rimarrà comunque attivo.
Gli uffici pubblici restano aperti privilegiando al massimo il lavoro agile. Per quanto riguarda le aziende e le fabbriche, viene incentivato lo smart working, con la possibilità di far usufruire ai dipendenti di ferie e congedi. Non ci sono però chiusure, se non per i reparti non indispensabili alla produzione.
Ecco il Dpcm











