È proprio vero: non esistono più le mezze stagioni. Basta prendere questa. Il 1° marzo comincia la primavera da calendario meteorologico. Invece, sono bastati sei giorni (sei) di primavera per capire che in realtà è inverno pieno.
La stagione fredda è arrivata in ritardo e adesso vuole recuperare il tempo perduto. Quindi neve abbondante e temperature ben al di sotto delle medie. Si è visto nei giorni scorsi, con il Serva e il Visentin bianchi candidi e l’asfalto della parte alta della provincia sotto sale grazie ai mezzi di Veneto Strade. Lo si vedrà anche nel fine settimana. Già oggi (venerdì 6 marzo) sono previste nuove precipitazioni dopo quelle della notte scorsa. Rovesci più probabili sulle Prealpi dice Arpav, con limite della neve in rialzo fino a 1.000-1.200 metri (qualche fiocco invece si era visto fino alle porte di Belluno nelle ultime ore). In montagna sono previsti fino a 25-30 centimetri di neve fresca. Poi temperature in picchiata sabato e domenica. E nuova perturbazione lunedì 9 marzo, con limite della neve a quote collinari.
E pensare che febbraio era stato a dir poco tiepido (del resto neanche a gennaio e dicembre non sono stati mesi invernali, quest’anno). Secondo le analisi Arpav, il secondo mese del 2020 oltre che bisestile si è rivelato il quinto più caldo dal 1985; se si conta tutto il periodo dicembre-febbraio invece si arriva a un piazzamento ancora più da record: l’inverno più caldo degli ultimi trentacinque anni, secondo solo al 1989.





