Un altro “codice rosso” gestito dalla Questura di Belluno: dopo l’arresto per stalking di qualche giorno fa, nuovo intervento della Squadra Mobile bellunese in contrasto alla violenza di genere, questa volta per maltrattamenti in famiglia.
L’intervento si è concretizzato martedì, ma ha radici a fine dicembre, quando una donna si reca in Questura per denunciare il marito per maltrattamenti fisici e verbali; con lei, anche una dei figli. Le indagini hanno portato a ricostruire i maltrattamenti effettuati dall’uomo – un cittadino moldavo – nel corso degli anni. Per questo, è scattata l’esecuzione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento e contestuale applicazione del braccialetto elettronico; inoltre, nei confronti dell’uomo il Questore di Belluno Roberto Della Rocca ha emanato anche la misura dell’ammonimento.
Un nuovo “codice rosso” in provincia, dopo i 40 segnalati nel corso del 2025; numeri – secondo la Questura – che devono far riflettere ma che, al tempo stesso, indicano anche la buona riuscita delle attività di sensibilizzazione che aiutano sempre più donne a denunciare. Dalla caserma di Viale Fantuzzi evidenziano poi l’importanza di una rete di supporto strutturata e collaborativa che parte dalla Procura di Belluno e arriva ai servizi sociali dei comuni.
Non c’è però solo la denuncia penale: esiste infatti da qualche anno anche lo strumento amministrativo dell’ammonimento; 18 quelli emanati dal Questore negli scorsi dodici mesi, già due quelli del 2026. L’ammonimento può essere richiesto per atti persecutori e per violenza domestica; se nel primo caso è possibile agire solo su istanza della vittima, nel secondo è sufficiente la segnalazione di terze persone – un parente, un amico, un collega, un conoscente – ed è garantito l’anonimato del segnalante.





