Il primo passo dell’ampliamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) del Comune di Belluno è completato: i quattro posti destinati a donne richiedenti asilo o rifugiate, attivati nella canonica dismessa di Cusighe, sono già occupati. Si tratta del primo blocco dei dieci posti complessivi previsti dal progetto. Ora l’amministrazione è impegnata nella seconda fase, che prevede l’attivazione di ulteriori sei posti, con la ricerca di un immobile idoneo e ben collegato ai servizi.
Con questo ampliamento, Belluno rafforza la propria rete dell’accoglienza, offrendo spazi in una frazione popolosa e integrata nel contesto urbano. «Ogni spazio che si apre all’accoglienza è un passo verso una comunità inclusiva», sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin. «Significa dare una possibilità concreta a chi ha dovuto lasciare tutto, ma anche fare la nostra parte con responsabilità e umanità».
L’assessore al sociale Marco Dal Pont evidenzia che l’ampliamento non comporta costi per il Comune, essendo finanziato con fondi ministeriali: «Il nostro impegno è trasformare l’accoglienza in un vero processo di inclusione, capace di valorizzare competenze e energie delle persone accolte. L’obiettivo è che, al termine dei percorsi, non ci siano più persone in difficoltà, ma cittadini pronti a inserirsi nel tessuto lavorativo locale».
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la parrocchia di Cusighe e la Curia, che hanno messo a disposizione la canonica, e alla cooperativa “Una casa per l’uomo”, incaricata della gestione. Dopo i lavori di adeguamento e le verifiche, la struttura è stata attivata e ora ospita le prime beneficiarie.
Il prossimo passo sarà individuare una soluzione abitativa per gli altri sei posti assegnati al SAI di Belluno, un obiettivo che il Comune sta perseguendo nonostante le difficoltà nel reperire immobili idonei.





