Il 18 dicembre Confagricoltura Belluno sarà a Bruxelles, insieme agli agricoltori di tutta Europa, per chiedere una revisione profonda della riforma della Politica agricola comune. La delegazione, guidata dal presidente Diego Donazzolo e dai vicepresidenti Enzo Guarnieri e Francesco Montagnese, porterà la voce delle imprese di montagna. «Fare agricoltura ad alte quote è diverso che farlo in pianura: servono politiche specifiche e sostegni mirati» sottolinea Donazzolo, denunciando i tagli ai contributi sui pascoli e l’assenza di misure per la zootecnia e la gestione delle foreste.
La protesta nasce anche dal contesto globale: dazi, guerra in Ucraina, accordi Mercosur e concorrenza sleale con prodotti esteri a basso costo. A questo si aggiungono i continui aumenti di energia, gas, fertilizzanti e mangimi. «Senza progettualità le imprese rinunciano a investire. Chiediamo regole chiare, semplificazione e reciprocità negli accordi internazionali» ribadisce il presidente di Confagricoltura Belluno. Il tema è strategico per il Bellunese, dove la sostenibilità economica è la base per tutelare biodiversità e paesaggi. Donazzolo richiama anche il ricambio generazionale: «Se i giovani continueranno a coltivare, la montagna non morirà».
Intanto, sul fronte politico, la IX Commissione del Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede all’Europa un deciso cambio di rotta. “La Pac deve garantire sicurezza e sovranità alimentare, senza tagliare risorse al settore primario”, ha dichiarato il senatore Luca De Carlo, sottolineando il sostegno trasversale ottenuto.





