“Custodire la memoria per difendere la libertà”: Feltre ricorda la Notte di Santa Marina

“Custodire la memoria per difendere la libertà”: Feltre ricorda la Notte di Santa Marina

«La Notte di Santa Marina non è soltanto una pagina dolorosa della nostra storia, ma un richiamo che continua a parlarci». Con queste parole l’Amministrazione comunale di Feltre presenta la commemorazione dell’82° anniversario dell’episodio più tragico dell’occupazione nazista, in programma venerdì 19 giugno. «Ogni anno ci ritroviamo per rinnovare un dovere di memoria che appartiene a tutta la comunità, perché da quella tragedia sono nati con ancora più forza i valori di libertà, democrazia e dignità umana».

Nella notte del 19 giugno 1944 la gendarmeria tedesca, con la complicità di spie italiane, colpì duramente la città. Decine di persone furono arrestate e molte avviate verso la deportazione nei campi di concentramento. Cinque cittadini persero la vita: il colonnello Angelo Zancanaro e il figlio Luciano, uccisi sulle scale dell’albergo Feltre, l’ingegner Pietro Vendrami, Romano Colonna e Oldino De Paoli. «Ricordare quei nomi significa riconoscere il prezzo pagato da chi si è trovato travolto dalla brutalità della guerra» sottolinea il Comune. «È un gesto che non riguarda solo il passato, ma il modo in cui scegliamo di vivere il presente».

La cerimonia si terrà alle 18 al Sacello di via Tofana Prima, davanti alla lapide dedicata a Oldino De Paoli. Sono previsti il saluto dell’Amministrazione, l’intervento di Alessandro Dalla Gasperina, la lettura di testimonianze dell’epoca, i canti del coro “Vece Voci” e un momento di preghiera. In caso di maltempo l’iniziativa si sposterà nel chiostro della Parrocchia di Santa Maria degli Angeli.

«La Notte di Santa Marina è una ferita che Feltre non ha mai dimenticato» conclude l’Amministrazione. «La memoria è un ponte tra generazioni: ci aiuta a riconoscere i pericoli dell’odio e della violenza e a scegliere, ogni giorno, la strada della convivenza civile. Ricordare significa difendere ciò che siamo e ciò che vogliamo continuare a essere».

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