«Soddisfatti» anche se resta l’amaro in bocca per la mancata elezione del consigliere regionale, sfuggita per 266 voti: così il direttivo provinciale della Lega commenta il risultato elettorale delle ultime consultazioni regionali. A dare numeri e visione del Carroccio bellunese, insieme ai “colleghi-candidati” Tatiana Conte e Paolo Luciani e con i componenti del direttivo Stefano Scardanzan e Daniele Libralon, è stato il segretario provinciale Andrea De Bernardin.
L’analisi dei numeri
Un bilancio non può prescindere dai numeri, e quelli bellunesi raccontano di un partito che è risultato il più votato in 33 comuni della provincia (con «risultati bulgari» in Agordino e con difficoltà in Cadore) e che si è piazzato al secondo posto nei grandi centri: a Belluno, 1,5 punti percentuali dietro il Partito Democratico, e a Feltre, 7,5% in meno di Fratelli d’Italia («che però poteva candidare su un candidato fortissimo come Dario Bond, mentre noi in quell’area non abbiamo presentato un candidato», evidenzia De Bernardin).
Primo partito in regione e secondo in provincia, «nonostante i numeri ci dessero ampiamente dietro FdI»: un risultato che – nell’unica provincia dove la Lega non è risultata la più scelta dagli elettori – ha portato alla mancata elezione di un consigliere regionale, dopo che cinque anni fa aveva fatto “cappotto” occupando tutti i posti bellunesi disponibili (con gli eletti in “Lista Zaia Presidente” Silvia Cestaro e Gianpaolo Bottacin, poi promosso all’assessorato ad ambiente e protezione civile e sostituito a Palazzo Ferro Fini da Giovanni Puppato).
La mancata riconferma di un bellunese a Venezia non preoccupa però De Bernardin: «Penso che serva fare un’analisi più ampia, anche se chiaramente il mancato raggiungimento dell’obbiettivo non può che lasciare l’amaro in bocca. Ritengo però che in questo momento sia più importante sapere di poter contare su un gruppo rodato, unito e affiatato: abbiamo davanti tanti impegni che richiedono lo sforzo congiunto di tutti. Con il presidente Alberto Stefani e con la presenza del nostro partito sul territorio Belluno non sarà lasciata sola».
Il futuro
Tra gli appuntamenti del 2026 c’è anche il rinnovo della segreteria e del direttivo provinciale: a gennaio scade il mandato di De Bernardin, la data del congresso per individuare chi guiderà il Carroccio provinciale per il prossimo triennio sarà individuata dalla Lega regionale dato che tutte le province venete saranno chiamate al rinnovo. L’attuale segretario non si sbilancia su una sua eventuale ricandidatura: «Sono sempre stato a disposizione del partito, lo sono fin dal mio primo tesseramento nel 1993. Il mio auspicio è che si possa arrivare a questo appuntamento con un candidato unitario; già tre anni fa ci siamo presentati al rinnovo con i militanti divisi su due candidature, il lavoro e i risultati di questi anni hanno permesso di ricompattarci e di ritrovare quell’unità che sarebbe un peccato veder sfumare con due o tre candidature alla segreteria».





