Hydro, dopo lo sciopero arriva la chiamata della Regione

Hydro, dopo lo sciopero arriva la chiamata della Regione

Una settimana di sciopero, notti al presidio e la paura di perdere un pezzo di storia industriale feltrina. Oggi i lavoratori della Hydro sono rientrati in fabbrica, ma con lo sguardo fisso al 16 dicembre: la Regione Veneto ha convocato le parti per cercare una via alternativa alla chiusura annunciata dal gruppo norvegese.

I sindacati Fim e Fiom di Belluno, dopo l’incontro di mercoledì in Confindustria e l’assenza di certezze sul destino dello stabilimento feltrino, hanno chiesto un confronto urgente con la Regione. La risposta è arrivata puntuale: convocazione fissata per il 16 dicembre alle 14, nella sede mestrina di Veneto Lavoro.

Il rientro in fabbrica dei dipendenti, dopo una settimana di sciopero e presidio, non significa resa. «I lavoratori e le lavoratrici della Hydro stanno combattendo per il loro futuro e la loro dignità – dichiara Stefano Bona, segretario della Fiom di Belluno –. Vigilano affinché nulla, oltre ai prodotti finiti, esca dallo stabilimento. Contiamo che l’azienda mantenga la parola e non avvii la procedura di licenziamento collettivo prima di aver trovato una strada alternativa».

Parole dure, che sottolineano il valore simbolico della fabbrica: «Non è solo mattoni e alluminio – aggiunge Bona –. È un pezzo di storia e identità per un intero territorio. La Hydro va salvata e ora tocca alle Istituzioni fare la propria parte. Noi non accetteremo che il profitto valga più della vita delle persone e del futuro delle famiglie. La battaglia continua fino alla fine».

Il 16 dicembre sarà un giorno decisivo: a Mestre si gioca il futuro di 150 famiglie e di un pezzo di Feltre che non vuole essere cancellato.

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