Cancelli presidiati, cortei in strada, sciopero a oltranza. La protesta dei lavoratori Hydro scuote Feltre e arriva fino al palazzo della Provincia, dove il consiglio ha scelto di schierarsi compatto: solidarietà piena e impegno concreto per invertire la rotta.
Ieri (2 dicembre) l’assemblea provinciale ha approvato all’unanimità una mozione che recepisce quella del Comune di Feltre e ribadisce la vicinanza alle famiglie coinvolte. «Un atto dovuto – ha scandito il presidente Roberto Padrin – perché non possiamo restare a guardare mentre un intero territorio viene messo in ginocchio».
Intanto, fuori dai palazzi istituzionali la mobilitazione non si ferma: i lavoratori questa mattina alle 8.30 daranno vita a un corteo che partirà dai cancelli della fabbrica per raggiungere la sede di Confindustria, dove sarà organizzato un presidio durante l’incontro tra le parti. Una protesta che vuole far rumore, richiamando l’attenzione su una decisione aziendale arrivata senza dialogo e con un semplice comunicato stampa.
La Provincia si schiera: «Sosterremo le iniziative del Comune di Feltre, insieme a sindacati e categorie – ha aggiunto Padrin –. È nostro dovere fare tutto il possibile per invertire una scelta che rischia di cancellare decenni di lavoro e sacrifici. E non dimentichiamo che il Bellunese sta già affrontando altre crisi, dalla Ceramica Dolomite al settore occhialeria».
Parole dure anche da Simone Deola, vicesindaco di Borgo Valbelluna: «Sembrava che Hydro avesse un atteggiamento costruttivo verso il futuro dello stabilimento. Ora questa scelta lascia senza parole. Serve compattezza, e la Provincia è il soggetto più autorevole per rappresentare il territorio anche ai tavoli ministeriali».





