Hydro, i lavoratori tornano in fabbrica: «Non è resa, ma impegno»

Hydro, i lavoratori tornano in fabbrica: «Non è resa, ma impegno»

Una giornata intensa per i lavoratori di Hydro Extrusions Feltre, da sei giorni in sciopero e presidio permanente. Questa mattina (3 dicembre) il corteo, con tutti i 115 dipendenti, è partito dalla sede aziendale per raggiungere la sede locale di Confindustria, dove Fim, Fiom e Rsu hanno incontrato la direzione. Sul tavolo, la conferma della decisione di avviare una procedura che potrebbe portare alla chiusura dello stabilimento. L’azienda ha motivato la scelta con il calo dei volumi nell’area Euro e una contrazione marcata del mercato italiano, parlando di «sovracapacità produttiva» e della necessità di ridurre la capacità per riallinearla alla domanda.

Mauro Zuglian, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso, ha ribadito la posizione netta del sindacato: «Sosteniamo con forza il dialogo, ma lo sosterremo fintanto che non preveda come esito la chiusura dello stabilimento. Non possiamo accettare che la risposta alle difficoltà di mercato sia la dismissione del sito produttivo. Chiediamo l’immediata apertura di tavoli istituzionali, coinvolgendo le istituzioni locali e regionali per proporre soluzioni industriali alternative che garantiscano continuità produttiva e salvaguardia dei posti di lavoro».   Zuglian ha poi sottolineato la maturità dei lavoratori: “Dopo sei giorni di sciopero e presidio permanente, abbiamo deciso insieme ai dipendenti di riprendere l’attività produttiva. Non è un passo indietro, ma una dimostrazione di responsabilità e determinazione. Tornare al lavoro significa ribadire che questo stabilimento ha valore, competenze e dignità”.

Durissimo anche l’intervento di Stefano Bona, segretario generale della Fiom Cgil Belluno: «Non possiamo accettare che anni di professionalità vengano cancellati per logiche che ignorano il valore umano e sociale dell’impresa. Il confronto rimane aperto, ma auspichiamo che le istituzioni locali e nazionali si mobilitino per salvare questa realtà produttiva. La Hydro va salvata: servono unità di intenti e un piano d’azione concreto».

L’incontro in Comune

La giornata si è chiusa in municipio, dove la sindaca di Feltre Viviana Fusaro ha ricevuto le delegazioni sindacali e aziendali: «Ho convocato l’azienda insieme alle sigle sindacali non per discutere sulla chiusura, ma per valutare ipotesi che possano salvare lo stabilimento e i posti di lavoro. Il nostro obiettivo è proteggere i lavoratori e le loro famiglie, facendo tutto ciò che è di nostra competenza e anche di più. Non lasceremo soli i dipendenti della Hydro: combatteremo al loro fianco e nelle sedi istituzionali questa battaglia».

Una vertenza aperta

Sindacati, istituzioni e lavoratori restano compatti. La vertenza Hydro non è chiusa, ma la determinazione dei dipendenti e il sostegno del territorio indicano una strada: trasformare la crisi in occasione di rilancio per Feltre e per la sua storica tradizione industriale. La montagna da scalare, però, è davvero molto alta: la proprietà ha fatto capire chiaramente come non intenda tornare sui suoi passi. L’impianto feltrino non è più considerato strategico.

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