Dopo giorni di tensioni e incertezze, si riapre il dialogo su Ceramica Dolomite. Ieri (2 dicembre) in Regione Veneto si è tenuto un incontro dedicato al piano Industriale di rilancio dello stabilimento di Borgo Valbelluna, approvato il 27 novembre dall’assemblea dei soci. Al tavolo, coordinato dall’Unità di crisi aziendali di Veneto Lavoro, erano presenti la Direzione Lavoro regionale, l’azienda con i suoi consulenti, Confindustria Belluno-Dolomiti e le organizzazioni sindacali Fllctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil insieme ai rappresentanti dei lavoratori.
«Dopo le turbolenze dei giorni scorsi – ha sottolineato l’assessore regionale al Lavoro Valeria Mantovan – si è riaperta una fase di confronto tra Ceramica Dolomite e le Parti sindacali. L’approvazione del piano industriale da parte dei soci ha permesso di avviare un percorso che punta a risolvere le questioni ancora aperte e a definire un accordo sindacale sugli strumenti di riorganizzazione».
Segnali di apertura sono arrivati da entrambe le parti. L’azienda ha ribadito le linee strategiche del piano, ma garantendo la volontà non solo di salvare il marchio Ceramica Dolomite, ma anche di rilanciarlo facendolo diventare un protagonista del mercato, investendo su identità e qualità. E ha lasciato filtrare che anche gli 80 esuberi previsti inizialmente per raggiungere il pareggio di bilancio potrebbero essere poi ridotti. Oggi (3 dicembre) verrà trasmessa, in via riservata, la versione completa del documento a tutti i soggetti coinvolti. È stato inoltre confermato l’impegno a proseguire il confronto attraverso incontri tecnici già programmati a partire dalla prossima settimana. Il prossimo appuntamento in sede regionale è fissato per martedì 9 dicembre: una data che potrebbe segnare un passaggio decisivo nel percorso di rilancio di Ceramica Dolomite.





