Olimpiadi, ambiente a rischio. Otto associazioni ambientaliste (Club alpino italiano, Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness Italia, Touring club italiano e Wwf) esprimono «forte preoccupazione per il grave impatto ambientale che rischia di essere provocato dalle opere previste per le Olimpiadi invernali Milano- Cortina del 2026». Preoccupazione aggravata «dall’assenza di informazioni su progettazione e dalle procedure in corso che tendono a eliminare la Valutazione Ambientale Strategica per recuperare il dichiarato grave ritardo sulla tabella di marcia delle opere».
Dopo quasi un anno i ministeri non hanno ancora inviato alcuna risposta alla lettera che chiedeva coerenza, trasparenza nelle informazioni sulle opere e un fattivo coinvolgimento delle associazioni di protezione ambientale. «La percezione – scrivono – è che, ad oggi, si punti al commissariamento straordinario degli interventi per recuperare l’evidente ritardo sulla tabella di marcia dei lavori, tutto ciò a scapito degli impatti ambientali che le opere in corso e in progetto avranno sui territori».
Di qui, tre richieste. In primo luogo, «che siano redatti un Piano unitario e il relativo Rapporto Ambientale riguardanti le opere e gli interventi essenziali da sottoporre a Vas nazionale. Poi, «che la Vas nazionale venga estesa all’incidenza delle variazioni di uso del suolo e alle dinamiche del carico insediativo, sia temporaneo sia permanente». Infine, «che venga data risposta alle richieste e alle osservazioni qui formulate entro la fine di questo mese di aprile».
Preoccupazioni a cui rispondono i tecnici della Regione. «Appalti così grandi necessitano di una struttura dedicata non presente non presente in alcuno degli enti locali». Visti i ritardi accumulati – spiega la nota della Regione – «è necessaria anche la nomina di un soggetto unico che conduca e approvi i procedimenti senza alcun indugio, raccordandosi con il territorio: il commissario straordinario». Una figura che «non permetterà di evitare alcun passaggio previsto dalla normativa, ma solamente tempistiche più brevi». Infine, «Nell’incontro di lunedì (11 aprile) – concludono i tecnici – le associazioni hanno espresso soddisfazione per l’attenzione resa dalla Regione nel farli partecipi», tanto che lo stesso Zaia «ha richiesto un metodo di informazione aggiuntivo a quelli previsti, più immediato».





