43 milioni di euro, è l’anno record dell’edilizia

43 milioni di euro, è l’anno record dell’edilizia

È un anno record, quello che va a concludersi, per l’edilizia in provincia di Belluno. Un comparto che conta attualmente 552 aziende e circa 4.800 addetti. 

A testimoniare il record sono i due dati più rappresentativi del settore che, tradizionalmente, misura la propria produttività nel periodo economico che va dal 1° ottobre al 30 settembre. Ebbene, il monte retributivo totale (ovvero la somma dei salari pagati dalle aziende) è risultato il più alto di sempre, attestandosi a circa 43 milioni e 300mila euro, in crescita di circa il 12% rispetto all’anno precedente. Aumenta in maniera analoga anche il totale delle ore lavorate, passato da 3.126.338 del 2022/2023 a 3.421.779 dell’esercizio appena concluso, con un dato in crescita di circa il 10%.

«Sono numeri che testimoniano di un settore economicamente in salute», ha sottolineato il presidente della Cassa Edile di Belluno Massimo Riva, nel corso della conferenza stampa di sabato (7 dicembre) a Sedico, in concomitanza dell’incontro annuale della Cassa e della consegna dei riconoscimenti al personale del settore edile della provincia. «La crescita di questi anni, che ha toccato ora il suo picco massimo, è stata resa possibile da diversi fattori: gli incentivi fiscali, i lavori di ricostruzione post Vaia, ormai in fase di conclusione, i progetti legati ai Giochi olimpici di Milano Cortina e le opportunità offerte dal Pnrr. Siamo insomma in una fase di grande propulsione, che però non deve distogliere il nostro sguardo dagli obiettivi di più lungo termine, come la riqualificazione del patrimonio immobiliare del nostro territorio, in gran parte vetusto, che rappresenta una grande mission di prospettiva, legata a doppio filo alla sfida del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale».

Sul tema, il presidente ha fatto un appello ad autorità ed enti preposti, perché si vada sempre più nella direzione di normative chiare e scelte coraggiose: «Questo recupero del patrimonio edilizio deve avvenire anche attraverso una revisione dei vincoli paesaggistici e normativi che spesso limitano l’intervento sugli edifici storici o su quelli in zone protette. È fondamentale trovare un equilibrio tra la tutela del paesaggio e l’esigenza di rendere gli edifici più adeguati alle sfide del futuro, come il miglioramento delle performance energetiche e l’adattamento alle nuove necessità sociali e produttive».

E poi il tema cruciale della sicurezza. Il vice presidente della Cassa Edile di Belluno Giuseppe Fabio, in rappresentanza delle organizzazioni sindacali, ha sottolineato come «nonostante l’impegno profuso nella sensibilizzazione di aziende, lavoratori e nell’organizzazione di corsi di formazione, gli incidenti sul lavoro continuano a verificarsi, evidenziando la necessità di ulteriori sforzi per garantire una cultura della sicurezza più radicata e consapevole». «La Cassa Edile è da sempre vicina alla Scuola Edile – ha detto – investendo in modo significativo affinché il Centro di Formazione per la Sicurezza continui a essere una delle migliori scuole edili in Italia; lo testimonia anche l’incremento della formazione tecnica erogata, che ha visto un aumento del 15% delle ore in aula e in cantiere negli ultimi 5 anni».

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