Si è chiusa i primi di settembre la rassegna estiva “Dall’Ardo alla Piave Festival” che ha interessato i due borghi storici della città, Borgo Prà e Borgo Piave, e ha visto una bella partecipazione un po’ in tutte le date specialmente quelle di piazza come “La Cotogna di Istanbul” evento per il quale all’associazione Borgo Piave Etc aps, organizzatrice della rassegna, sono arrivati nei giorni successivi molti commenti positivi tramite i canali social.
Prima di dedicarsi al calendario autunnale, è il momento del “Settembre Piavense” che quest’anno vedrà due eventi diffusi sempre tra i due borghi: si comincia oggi (domenica 22 settembre) alle ore 17, nella Casa dei Maestri ex sala “De Luca” di Borgo Prà, con “Vita di un ragazzo del ’99”, a cura di Stefano Emmi e Maria Grazia Feltre, che sarà un’emozionante e toccante lettura, di un immaginario diario di un “ragazzo del ’99”, che racconta la sua vita di italiano vissuto tra le due guerre ed immigrato poi all’estero per cercare lavoro. I brani sono tratti da un libro scritto da Daniela Emmi, che sarà possibile acquistare in loco, mentre tra un testo e l’altro verranno eseguiti, sempre da Emmi e Feltre, dei canti della tradizione alpina accompagnati dalla chitarra.
La domenica successiva, 29 settembre sempre alle 17, sarà la volta di “Impressioni di porto fluviale…” una proposta culturale, nella sala al pianterreno di palazzo Doglioni a Borgo Piave, che permetterà a visitatori di poter avere un’anteprima dello spazio che verrà allestito lì per parlare di quando il borgo era porto fluviale della Città di Belluno e vi era proprio in quella sala uno spazio degli zattieri di Borgo Piave dove si scambiavano merci, opinioni, problematiche condivise ma anche si faceva scuola per insegnare alle nuove generazioni la nobile e difficile arte di “navegar per la Piave”.
«L’epopea degli zattieri da un po’ di anni a questa parte si è cominciata a riscoprire, conoscere e narrare ma a Belluno, a causa anche del Vajont e l’alluvione del ’66, la storia si era un po’ persa perché la comunità del borgo legata al fiume era stata fatta trasferire in altre zone della città, meno esposte alle piene ed allagamenti, disgregando di fatto quel gruppo di persone che potevano portare avanti direttamente sul luogo questa storia. Approfondendo e facendo ricerche negli anni siamo riusciti a rimettere “insieme i pezzi” grazie alla disponibilità dei discendenti diretti di chi sul porto di Belluno ci ha vissuto e lavorato vedi appunto la famiglia Marchetti, i Collarin, la casata dei Sommavilla-Vigna. Ora siamo quasi pronti ad aggiungere alla narrazione delle Maschere Dolomitiche anche quella degli Zattieri di Borgo Piave».
La scelta del 29 settembre non è casuale ma è una delle due individuate per le Giornate Europee del Patrimonio che quest’anno inviteranno il pubblico a scoprire di più sul patrimonio culturale di ben 40 paesi in tutto il continente europeo. Molti eventi prenderanno parte al tema annuale condiviso che quest’anno è “Patrimonio di percorsi, reti e connessioni” e porrà l’attenzione sul mostrare le interconnessioni che hanno plasmato il ricco e diversificato patrimonio europeo nel corso della storia, dalle antiche strade e reti commerciali ai moderni collegamenti digitali. Ecco che il fiume Piave, grazie agli zattieri, è stato per secoli una rete e via commerciale e quindi la presentazione del nuovo spazio è perfettamente in linea con il tema proposto quest’anno. Per l’associazione è il secondo anno di adesione a queste giornate che l’anno scorso hanno visto a Borgo Piave la visione in anteprima del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco.
Per questioni di spazi per entrambi gli appuntamenti è richiesta la prenotazione a segreteria@borgopiaveetc.it.





