Uncem in prima linea con il Soccorso Alpino: «Subito una legge per gli ostacoli al volo»

Uncem in prima linea con il Soccorso Alpino: «Subito una legge per gli ostacoli al volo»

Anche Uncem (l’unione nazionale dei Comuni ed enti montani) scende in campo a fianco del Soccorso Alpino. E chiede una legge ad hoc per la sicurezza di chi opera in montagna, contro gli ostacoli al volo. 

I NUMERI La richiesta parte da un dato di fatto: negli ultimi anni si sono registrate decine di morti a causa dell’impatto degli elicotteri con gli ostacoli al volo. Linee elettriche, teleferiche, impianti a fune e antenne che hanno causato perdite di vite umane per chi era all’opera proprio per salvare altre vite umane, nel corso delle attività del 118 e del Soccorso alpino. 

Nel medio periodo in Italia si sono registrati 52 incidenti a causa di impatti con ostacoli al volo non segnalati, che hanno causato 55 decessi e 33 feriti. Numeri ancora più drammatici se si aggiungono gli incidenti derivati dagli ostacoli al volo quali concausa di altri tragici sinistri. Incidenti che per la maggior parte si sono registrati in montagna e nelle aree interne, dove invece ci sarebbe bisogno di maggiori servizi svolti nella sicurezza degli operatori e dei trasportati. 

I CASI Uncem e Soccorso Alpino ricordano vari incidenti. Tra cui quello del 22 agosto 2009, quando a Cortina precipitò l’elicottero del 118 di Pieve di Cadore, provocando il decesso di quattro volontari del Soccorso Alpino.

LA RICHIESTA Ma cosa è stato fatto fino ad ora? Poco. Troppo poco, rileva Uncem.

«Vi è l’urgenza di ottenere, senza più indugio, una norma che definisca con precisione il concetto di ostacolo al volo, prevedendo l’obbligo della mappatura e della conseguente segnalazione degli ostacoli al volo fissi e temporanei» afferma Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem.

«Non possiamo più aspettare – rimarca il consigliere del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Fabio Bristot -. Si deve intervenire ora».

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