Gli italiani vivono a lungo, ma non sempre bene. In Europa siamo secondi solo alla Spagna per aspettativa di vita, ma scivoliamo al sesto posto se si considera la qualità della vita in età avanzata. In Veneto, su oltre 1 milione e 170mila over 65, circa la metà convive con una o più malattie croniche. E nel 2050, secondo l’Istat, gli anziani saranno 1 milione e 630mila: +40%. È da questi dati che parte la riflessione del convegno “Vivere a lungo, vivere bene”, organizzato a Mestre dai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, in collaborazione con l’associazione Happy Ageing. L’obiettivo? Colmare il divario tra vita attesa e vita in buona salute, puntando sulla prevenzione.
Prevenzione: investimento per il futuro
«L’80% della spesa sanitaria pubblica è assorbita dalla gestione delle cronicità – ha spiegato il prof. Michele Conversano, presidente del Comitato Scientifico di Happy Ageing –. Ma ogni euro investito in prevenzione ne fa risparmiare 14». Eppure, nel 2023 solo il 4% del budget sanitario nazionale è stato destinato alla prevenzione. La prof.ssa Stefania Maggi, ricercatrice del CNR e presidente di Eica, ha sottolineato l’importanza di un approccio multidimensionale: «Non si può pensare agli over 65 come a un blocco unico. Serve promuovere ambienti a misura di anziano e combattere l’ageismo, il pregiudizio legato all’età». Fondamentali anche le scelte individuali: dieta mediterranea, attività fisica e socialità sono alleati preziosi per un invecchiamento attivo.
L’appello ai decisori: serve un tavolo regionale
Dal convegno è arrivato un appello chiaro alla futura Giunta regionale: riattivare il tavolo di confronto promesso ma mai avviato tra Regione e sindacati. «Vogliamo una strategia integrata, non interventi frammentati – dichiarano le segretarie generali Nicoletta Biancardi (Spi Cgil), Tina Cupani (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil) –. Serve un nuovo Piano di prevenzione e una legge sull’invecchiamento attivo davvero applicata». I sindacati chiedono anche un maggiore coinvolgimento dei Comuni e delle Ulss, soprattutto per promuovere la campagna vaccinale tra gli anziani (influenza, Covid, pneumococco, herpes zoster, DTP). «La prevenzione è la chiave per ridurre l’impatto della spesa sanitaria sui cittadini – concludono –. È tempo di agire».





